La gara di Formula 1 del Brasile è stata teatro del debutto della power unit evoluta della Renault, montata sulla monoposto di Ricciardo, che, nell’occasione, ha terminato il gran premio in 12esima posizione. Tutto questo mentre Kvyat, con il motore meno prestazionale, ha concluso al settimo posto, precedendo il compagno di squadra anche nelle qualifiche.

Un vero e proprio fallimento dunque, soprattutto in vista del 2016, quando né la Mercedes, né la Ferrari daranno un propulsore efficace alla squadra delle lattine volanti. L’esperimento non è riuscito, magari, è stata salvaguardata l’affidabilità, ma almeno nelle prove ci si attendeva di più da parte di questa power unit.

Adesso, l’interrogativo per il 2016 rimane aperto, anche perché, visto il ripudio dei primi due team del mondiale a concedere i loro motori, un eventuale ripiegamento sulla power unit Honda non sembra una soluzione percorribile, considerando che la Casa giapponese è riuscita a far peggio della Renault nel 2015.

Quindi, confermare il fornitore francese, o rischiare risultati ancora più deludenti? A quanto pare la Red Bull avrebbe scelto il male minore, magari come soluzione ponte fino al 2017, quando cambierà di nuovo il regolamento e ci sarà la possibilità di scegliere un nuovo partner.

Nel frattempo dunque, il rischio è che le Toro Rosso siano più veloci delle monoposto di Milton Keynes nel 2016, visto che riceveranno le power unit Ferrari 2015, che, a conti fatti, potrebbero risultare migliori di quelle Renault 2016.

Una situazione imbarazzante, un caos che ha visto penalizzato un talento come Ricciardo, che sorride sempre più amaro, ed inizia a guardarsi intorno, visto che anche per l’anno prossimo le sue possibilità di vincere dei gran premi sono decisamente ridotte al minimo storico.

Dunque, il 2016 potrebbe essere un anno difficile per la Red Bull, che sta vivendo tutt’ora una stagione fallimentare, colma di polemiche, insuccessi e ritiri.