Il volto di Maurizio Arrivabene dopo il gran premio di Cina di Formula 1 valeva più di mille parole, e infatti, una volta interpellato ai microfoni di Sky, ha ammesso di non voler dire troppo altrimenti avrebbero dovuto utilizzare troppi beep! Parole che la dicono lunga sullo stato d’animo del team principal della Ferrari, alla luce di un inizio di mondiale poco fortunato rispetto al potenziale della vettura.

“Siamo saliti sul podio ma purtroppo ancora non sul gradino più alto. Sfortuna? Diciamo che è frustrante quando accadono imprevisti e sai di avere una buona macchina, ma non ci resta che continuare a lavorare e prima o poi, spero presto, arriverà anche il gradino più alto del podio. Ripeto che secondo me la nostra macchina è buona, ed anche oggi abbiamo dimostrato una buona competitività e anche la strategia è stata perfetta. Non ci resta che voltare pagina e guardare alle prossime gare”.

Anche perché Marchionne, ieri presente alla gara, non ha apprezzato di certo l’operato del team. “Conosce le corse automobilistiche e, naturalmente, non era felice. Come d’altronde anche io non sono felice. Ha visto la gara e quello che è accaduto. Possiamo dire tante cose, ma di fatto non cambia nulla. Episodi come quello di oggi vanno accettati, ma ovviamente il Presidente non era contento. Tra l’altro, se lo fosse stato mi sarei chiesto se quello davanti a me era davvero il nostro Presidente”.

Ovviamente, l’episodio incriminato è quello della partenza, con il contatto Vettel-Raikkonen, sul quale Arrivabene ha una teoria poco edificante per il tedesco. “Puntare il dito contro qualcuno non è corretto. È vero che Kvyat è entrato in curva ad una velocità notevole, ma credo che Seb o Kimi in quella circostanza avrebbero fatto lo stesso. Se si vuole difendere la propria posizione cerchi di farti spazio, ma sfortunatamente in quello spazio c’era Kimi. Queste sono le gare”.