Ci sono piloti che hanno nel loro destino le corse, perché sono patrimonio di famiglia e perché crescono con l’adrenalina nel DNA, tra questi troviamo i vari Verstappen, Sainz, Rosberg e, adesso, anche Jolyon Palmer, ennesimo figlio d’arte sbarcato in Formula 1.

Figlio di Jonathan, il quale ha preso parte ai campionati della massima formula tra il 1983 ed il 1989, alla guida di monoposto Tyrrel e Williams, Joylon ha fatto la classica trafila, quella che per i lavoratori comuni si definisce gavetta.

Infatti, ha corso nei kart, poi con le monoposto del campionato T Cars Autumn Trophy, con quelle della Formula Palmer Audi, della Formula 2, e, infine, con le vetture della GP2, campionato propedeutico alla Formula 1 che ha vinto nel 2014.

Poi l’approdo alla Lotus, dove però non c’era spazio tra i piloti titolari per la presenza di Grosjean e Maldonado, ma il passaggio del primo alla Haas-Ferrari, ha liberato un sedile nella squadra e così Palmer Jr è diventato uno dei piloti che correrà nel 2016.

L’annuncio è stato dato dalla Lotus durante il gran premio degli Stati Uniti e mette tutte a loro posto le caselle del mercato piloti per la prossima stagione. Manca l’altro pilota della Haas, ma a parte questo dettaglio, e altre operazioni minori, non ci saranno rivoluzioni nei top team.

Dunque, continuano ad arrivare facce nuove in Formula 1, anche se i veterani come Alonso tengono botta e continuano ad avere fame di risultati, anche per via della sfortuna avuta negli ultimi anni. Ma aumentano i figli d’arte, piloti preparati, con una grande tradizione alle spalle ma che lasciano un interrogativo: è diventato ancora più difficile approdare in Formula 1?

Infatti, la proliferazione di driver già addentrati nell’ambiente può essere una coincidenza, ma potrebbe anche rappresentare un campanello d’allarme di un’ambiente sempre più chiuso e divenuto quasi inaccessibile.