Quando la formula 1 è andata in crisi, con lo spettacolo in pista che ha iniziato a latitare, facendo diventare il pubblico pagante sempre più insoddisfatto per quanto si riusciva a vedere durante i gran premi, sono arrivati i rifornimenti in gara, tanto per rendere le operazioni in pista più emozionanti.

Purtroppo però, la modifica regolamentare non ha prodotto i risultati sperati, e così, a distanza di anni, in seguito ad incidenti clamorosi, come quelli occorsi alla Benetton di Verstappen senior ed alla Minardi del “nostro” Gimmi Bruni, sono stati banditi.

Adesso, dopo l’avvento delle gomme ad usura controllata, Bernie Ecclestone aveva rilanciato l’idea del rifornimento in gara, che è stata discussa dai team nella giornata di ieri, prima che iniziassero a lavorare per il gran premio del Canada.

Ebbene, la risposta delle squadre è stata negativa, e le soste ai box in futuro continueranno a riguardare essenzialmente il cambio gomme. Secondo i team infatti, tornare a rifornire le monoposto durante la gara, non avrebbe aumentato in nessuna maniera lo spettacolo in pista, e avrebbe reso i pit-stop più pericolosi.

Ma non è tutto, il sistema di rifornimento capace di immettere 33 kg di carburante al secondo, in luogo dei 12 kg di oggi, comporterebbe anche un aumento dei costi, già esorbitanti, per cui l’idea avrebbe inciso anche sul bilancio dei team.

Dunque, la strada per ottenere uno spettacolo maggiore non passa per le soste ai box, già abbastanza movimentate e convulse, per cui sarà necessario riequilibrare le forze in campo, magari coinvolgendo altri grandi costruttori con team indipendenti, come Audi e Renault, e riducendo i team di secondo piano che, al momento, fanno solo presenza sulla griglia di partenza.

Insomma, Ecclestone e soci avranno da fare nei prossimi anni, per riportare la formula 1 ai livelli di un tempo, e sarà bene che le squadre collaborino in modo da procedere in una direzione comune per il bene della massima formula.