Bernie Ecclestone compirà tra poco 84 anni ma il suo regno in Formula 1 sembra tutt’altro che al capolinea. Neanche se dovesse essere condannato nel processo che sta affrontando in Germania per un’accusa di corruzione: “Non ho fatto nulla di sbagliato, ho fiducia – ha detto in un intervista alla Gazzetta dello Sport -. Se sarò condannato di sicuro non sarò felice ma non chiuderò con la F1, la Cvc vuole che io continui”.

Ecclestone critica il suo stesso giocattolino che perde spettatori: “Le audience sono più basse in Italia che altrove. I canali tv si sono frazionati col digitale, ci sono Twitter, Facebook e altri mezzi di comunicazione, i giovani sono distratti. Ma se la Ferrari iniziasse a piazzarsi prima e seconda in qualifica e gara…Le audience salirebbero ovunque. In Cina la gente arriva e le audience fanno spavento. Serve seminare per avere un futuro in un mondo che non è più quello di 30-40 anni fa”.

Oltre all’audience, l’Italia è prossima a perdere anche spettatori in autodromo visto Nonno Bernie, nonostante gli avvertimenti del governatore della Lombardia Maroni, ha deciso di mettere una pietra sopra lo storico circuito di Monza. Il contratto tra l’impianto brianzolo e Fom scade nel 2016 e il futuro è praticamente segnato: “Non credo che faremo un altro contratto, il vecchio è stato un disastro per noi dal punto di vista commerciale. Dopo il 2016 bye bye”. E a mai più. Un colpo basso che non risparmierà strascichi polemici. E per ora l’ipotesi del Mugello ventilata da Montezemolo resta solo utopia: “Non ho ricevuto alcuna proposta” ha sentenziato Bernie.

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