Bernie Ecclestone ha spaventato tutti gli appassionati di Formula 1 con la minaccia di lasciare Monza (QUI I DETTAGLI). Ma le sue dichiarazioni sono da prendere con le pinze. Chi lo conosce bene lo sa. Come Federico Bendinelli, avvocato che lo stesso Ecclestone ha imposto alla nuova dirigenza di Monza come interlocutore e che da marzo è tornato a far parte della Commissione dei circuiti di Formula 1. Secondo Bendinelli il boss del circus non sacrificherà l’unica pista che dal 1950 è stata la sola sempre presente nel Mondiale (tranne per il 1980 a Imola) ma punta ad avere più soldi.

“Conosco bene Ecclestone e la sua tattica - ha confessato in esclusiva alla Gazzetta dello Sport -. Il problema di Monza è che ha un vecchio contratto molto meno vantaggioso per Bernie. E questo spiega le sue parole”. La “minaccia” però non va sottovalutata: “Basti pensare a Spa, una pista tra le più prestigiose, che per qualche anno è stata esclusa dal calendario”. L’ipotesi Mugello per ora non è da prendere in considerazione ma l’Italia non resterà senza Gran Premio: “Il nostro Paese è il maggior contribuente della Fia e grazie alla Ferrari ha un grande peso specifico”. A confermare il suo pensiero il presidente dell’Aci Sticchi Damiani, secondo cui Monza, oltre alla sua tradizione, può contare sull’appoggio del presidente della FIA, Jean Todt. L’eventuale concorrenza tra Monza e Mugello conferma che “l’Italia non uscirà dal Mondiale di F1″. 

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