Non c’è pace in formula 1, nonostante le gare non siano più così avvincenti come un tempo, e le monoposto competitive sulla griglia di partenza siano ridotte a malapena a quattro, quando va bene, i gran premi sono sempre più costosi, e così molte piste famose hanno dato forfait.

L’ultimo caso è stato quello tedesco, dove i tracciati più importanti non hanno trovato l’accordo economico per ospitare la formula 1: uno sport troppo dispendioso. In questo scenario rischia di scomparire anche uno dei circuiti più affascinanti e veloci di sempre: quello di Monza.

Per adesso, non c’è nessun accordo che garantisca la presenza della formula 1 nel circuito brianzolo nel prossimo futuro, e lo stesso Bernie Ecclestone ammette: “dovremo aspettare e vedere, non c’è ancora un accordo, un po’ come è successo in Germania”. Già la Germania, un paragone scomodo che, visto il precedente, fa paura agli appassionati.

D’altra parte, ad Ecclestone poco importa se il “nostro” paese ha sempre avuto un gran premio sin dagli albori della massima formula, ovvero dal 1950 ed è convinto che la formula 1 non perda il suo fascino andando a correre altrove.

“Si diceva la stessa cosa quando non siamo più andati in Francia e ora lo stesso con la Germania. Eppure le abbiamo sostituite con altre buone gare”. Poi tornando sulla questione burocratica, il patron del circus iridato ha affermato: “due anni fa avevo un accordo con delle persone che non sono più coinvolte nella gestione dell’Autodromo. E quell’accordo prevedeva che venissero applicate le stesse condizioni economiche degli altri circuiti europei. Tutto a posto, strette di mano, e poi non se ne è fatto nulla”.

Quindi il costo per far transitare i bolidi di formula 1 a Monza sarebbe di circa 20 milioni di euro per ogni stagione, e su questo Ecclestone non transige: “perché fare condizioni diverse da Zeltweg o Spa? Ho solo chiesto le stesse cifre e le stesse clausole. Monza sarà anche tradizione, ma la formula 1 si paga”.