Luca di Montezemolo ha scritto pagine memorabili con la Ferrari, di cui è stato Presidente fino all’avvento di Sergio Marchionne, un passato che farà parte, inevitabilmente, anche del suo futuro, una storia, quella con la “rossa”, che ha raccontato al collega di Sky Sport F1 HD, Guido Meda, in un’intervista che andrà in onda in serata, alle 19.30.

In uno scenario a dir poco particolare, come l’Auditorium della Musica di Roma, Montezemolo parla a tutto tondo della sua avventura nel mondo dei motori, e racconta il suo rapporto con personaggi straordinari come Enzo Ferrari e Michael Schumacher.

Così, vi riproponiamo alcune battute sull’incontro con il Drake e sul fenomeno di Kerpen. La conoscenza con Enzo Ferrari fu propiziata dall’intervento ad una trasmissione radiofonica ‘Roma 3131’. “Quello è stato uno dei momenti della mia vita che ricorderò sempre per tanti motivi. Questa trasmissione era totalmente reale nel rapporto con chi telefonava. Telefonò un giovane che disse: ‘ma basta con questo automobilismo, è uno sport pericoloso, per ricchi, che non serve a niente. Non è uno sport’. Io risposi molto duramente: guardi che i grandi campioni dell’automobilismo erano meccanici o figli di meccanici, le corse sono molto importanti per lo sviluppo delle tecnologie e anche della sicurezza. Insomma, feci un’autodifesa molto forte e anche un po’ sopra le righe. Ferrari era abituato a mettere la sua radio sulla scrivania e mentre rispondeva alle sue lettere ascoltò e telefonò alla trasmissione in diretta. Disse: ‘chi è quel ragazzo che ha risposto così bene alle fesserie che ho sentito? E’ un ragazzo con personalità’. E disse: ‘lei mi venga a trovare’. Alla prima vacanza utile tornai in Italia e andai a Maranello a trovare Ferrari. Mi fece un po’ parlare e poi disse: ‘io avrei bisogno di avere vicino un giovane come lei per aiutarmi a riorganizzare la nostra scuderia’. Con sfacciataggine ho risposto: non me lo dica due volte perché vengo domani. Ferrari era un grande agitatore di uomini e di idee”.

Poi su Schumi: “quando smise di correre aveva tanta voglia di velocità, di continuare a sentire l’asfalto, che fece gare di motocicletta ed ebbe un brutto incidente. Fu quell’incidente che gli impedì di tornare sulla Ferrari. Avevo già fatto il contratto con Alonso, lui stette fermo per tre mesi, poi Ross Brawn al GP di Abu Dhabi lo avvicinò e gli fece l’offerta per la Mercedes. Michael, che era come un bambino a cui avevi tolto il giocattolo, era pronto a tornare e tornò, secondo me sbagliando, con la Mercedes. Perché uno Schumacher che torna deve vincere e invece lui non ha vinto. Nel vedere dove sta Michael oggi mi viene un groppo alla gola e veramente mi dispiace tantissimo perché è stata una persona molto importante nella mia vita professionale”.