Attesa, agognata e, infine, corsa con l’entusiasmo di una gara in cui tutto ricominciava da zero, ecco, in sintesi la corsa che si è disputata a Melbourne nello scorso fine settimana. La Formula 1 è tornata, con tutte le sue contraddizioni e con tutti i suoi i suoi punti di forza, come le monoposto più veloci del mondo che adesso sfiorano i 1.000 cavalli.

Il podio di ieri potrebbe far pensare, ai meno attenti, a coloro che magari guardano solamente il risultato, che non sia cambiato niente rispetto al 2015, e invece no, la Ferrari è cresciuta, e molto. Al punto che con le gomme più morbide va più veloce della Mercedes, in gara, mentre fatica con le dure, motivo per cui non ha copiato la strategia delle frecce d’argento quando è stata esposta la bandiera rossa.

Quindi c’è da lavorare, è vero, ma Vettel che recupera su Hamilton nel finale è un qualcosa che l’anno scorso non si aspettava nessuno, mentre adesso è una realtà evidente, e pazienza se un errore ha vanificato la rincorsa di Seb, la Ferrari c’è e questo è l’importante.

Dunque il duello mondiale ci sarà, perché il campionato è lungo, almeno questo si evince da Melbourne, per cui ci aspettiamo un 2016 diverso, e, soprattutto, più incerto. L’altra notizia è che Rosberg è partito con il piglio giusto, ha vinto il primo duello con Hamilton e questo potrebbe aiutare Vettel nella rincorsa alle Mercedes.

Poi è doveroso gettare uno sguardo alle squadre debuttanti, con la Renault che ha un pilota molto coriaceo, Palmer, e si trova molto più avanti di quanto tutti si aspettassero, mentre la Haas, con Grosjean ha conquistato un sesto posto che vale una vittoria.

In tutto questo, le Toro Rosso rappresentano una piacevole certezza, visto che i due piloti sono sempre veloci e che il motore Ferrari ha portato un miglioramento significativo alle monoposto di Faenza. La squadra che è sembrata in calo è la Williams, ma avrà tutto il tempo per rifarsi, mentre la Red Bull ci ha consegnato un Ricciardo che, complice, l’aria di casa, è apparso in gran forma e ci farà divertire nelle piste più lente. Insomma, il circus della Formula 1 è ripartito, anche se le qualifiche sono da rivedere, totalmente.