Mentre tutti aspettano la nuova arma Ferrari per la stagione di Formula 1 2016, il Presidente Sergio Marchionne parla del suo arrivo a Maranello, di come ha rivoluzionato la squadra e del suo rapporto con Maurizio Arrivabene, colui al quale è stato affidato il compito di condurre il team alla vittoria del mondiale.

In base alle dichiarazioni rese alla Gazzetta dello Sport, Marchionne spiega:  ”è una Ferrari molto diversa da quando arrivai io nel 2014. Il momento più difficile è stato il primo mese, quando fui costretto a capire dove eravamo veramente nel panorama della F1. La prima mossa fu ripulire i ranghi, togliendo le ingerenze e rifocalizzando il team su quelle che erano veramente le cose importanti. L’arrivo di Arrivabene, in questo, ha aiutato molto. Ma non voglio criticare il passato”.

Poi sottolinea che la Ferrari era rimasta indietro in merito alla tecnologia ibrida. “Quando sono uscite le nuove regole sull’ibrido, la Mercedes le ha capite subito. Noi le abbiamo interpretate alla carlona. Da quanto ho capito io, non c’era il motore necessario per vincere, la nostra power unit non era all’altezza. E il telaio ovviamente aveva i suoi difetti”.

Una bocciatura in piena regola per i responsabili del progetto precedente, che fa il pari con un elogio pubblico al team principal attuale, Maurizio Arrivabene, un uomo carismatico e pieno di carattere. “Il suo unico difetto è che non è un tecnico, ma non so se sia un difetto o un pregio. Il vantaggio è che possiede l’abilità di fare squadra in modo bestiale. Lo fa visceralmente, fisicamente. Maurizio sa creare il gruppo e carica i suoi collaboratori come una molla. E dall’altra parte ci sono io che carico lui”.