Dopo Jerez, anche Barcellona ha ospitato i test precampionato per la stagione di Formula 1 2015, e anche il circuito spagnolo ha dato i suoi responsi, difficili da interpretare, ma pur sempre indicativi in vista della prima gara stagionale.

Dunque, iniziamo a parlare dell’argomento che sta più a cuore ai tifosi della Formula 1, ovvero la Ferrari. La squadra di Maranello ha continuato a lavorare con entusiasmo e determinazione, spinta dalla voglia di riscatto, ma anche dalla necessità della nuova gestione di dimostrare al nuovo presidente, Sergio Marchionne, di aver puntato sugli uomini giusti.

Certo, la stagione 2014 ha lasciato strascichi pesanti, per cui il team deve avere tempo, e, rispettando la volontà espressa da Marchionne, attendiamo il ritorno in Spagna, durante il campionato, per capire le reali potenzialità della SF15-T. Nel frattempo, prendiamo atto che l’auto piace ai piloti, e questo è già un buon inizio, soprattutto a Raikkonen, che l’anno scorso non riusciva proprio a guidarla.

Poi c’è Vettel, un pilota plurititolato, che si trova a fronteggiare per la prima volta la pressione di correre per la Ferrari, e forse è arrivato al momento giusto, dopo aver sperimentato la Formula 1 per diversi anni, accumulando esperienza in un team vincente nel quale è riuscito a trionfare nel campionato del mondo per ben 4 volte.

Parliamo poi della Mercedes, la scuderia della Stella a Tre Punte è sicuramente il riferimento per gli altri team, perché il vantaggio del 2014 non può essersi assottigliato improvvisamente. Certo, gli altri per forza di cose hanno dovuto sperimentare nuove soluzioni per trovare più potenza dai motori, vedi Ferrari e Renault, ma non c’è dubbio che sia Hamilton che Rosberg abbiano ancora la monoposto più veloce.

Durante i test la squadra tedesca si è nascosta, lasciando agli altri il primato dei tempi sul giro, ma la prestazione di Rosberg con le gomme medie, fatta segnare nell’ultima giornata delle prove collettive, a Barcellona, la dice lunga sul potenziale della W06 Hybrid.

Tra alti e bassi la Red Bull, che continua a girare con una livrea tesa a confondere gli avversari in merito alla sua aerodinamica e, con Ricciardo, riesce ad esprimere dei tempi interessanti. Chiaramente, l’assenza di Vettel si fa sentire, soprattutto nello sviluppo, così come la presenza non più a tempo pieno di Adrian Newey, il genio dell’aerodinamica che si è lasciato sedurre anche dal mondo delle barche.

Nell’ombra la Williams, che ha lasciato intravedere qualcosa di buono con Massa, ma che non ha mostrato tutto il suo potenziale, e forse è meno in palla dello scorso anno: ma può essere solamente una sensazione, un bluff, per cui è doveroso rivederla prima di esprimere un giudizio che abbia maggior fondamento.

In difficoltà la McLaren, con la MP4-30 che paga il passaggio alla power unit della Honda, afflitta dagli inevitabili problemi di gioventù. La coppia di piloti non si discute, ma, al momento, il binomio McLaren-Honda sembra orientato ad ottenere risultati in prospettiva futura piuttosto che delle soddisfazioni nell’immediato.