Non c’è niente da fare, è ancora lui l’uomo da battere, quel Lewis Hamilton che, con la Mercedes, ha compiuto il suo processo di maturazione definitiva. Un pilota che è diventato abile anche nella condotta di gara dopo essere stato da sempre velocissimo nel giro secco.

Con la terza pole position stagionale, il pilota inglese ha ripreso le distanze da Vettel ed ha messo in riga ancora una volta il suo compagno di squadra, quel Nico Rosberg, che l’anno scorso ha provato a rovinargli la festa del secondo titolo mondiale.

Adesso, studiata la nuova strategia di sviluppo con la Mercedes, che ha deciso di accelerare nell’evoluzione della monoposto per non perdere il vantaggio tecnico sulla Ferrari, Lewis è partito per Shanghai con una sola idea in testa: vincere.

Così, oggi ha affrontato le qualifiche da dominatore, limitandosi anche nel suo secondo giro in Q3, visto che ormai la pole position non poteva essere più messa in discussione, e per domani si sente carico più che mai. “La Cina è un buon circuito per me, sento vibrazioni molto positive e la macchina si è comportata in modo fantastico, meglio che in Malesia”.

Ovviamente però, dopo la gara di Sepang, che ha visto la Ferrari ridimensionare le frecce d’argento, il campione del mondo non fa proclami di vittoria, e attende il verdetto della sfida sul campo. “Il team continua a fare un lavoro fantastico, i ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro portando dei miglioramenti per questo weekend”.

Inoltre parlando della superiorità della Mercedes in qualifica ammette: “non vuol dire che abbiamo già vinto, sarà un gran premio lungo”. Ecco, quest’ultime parole sono significative del momento che sta vivendo la formula 1 attuale, dove il risultato del sabato può essere capovolto la domenica grazie ad un’accorta strategia.

Ovviamente, i tifosi della Ferrari si augurano che la “rossa” faccia un altro sgambetto alla Mercedes, e che Hamilton non riesca a prendere il largo nella classifica piloti, ma solo la gara di domani ci dirà se gli ultimi sviluppi della squadra tedesca sono stati determinanti o meno.