Al momento, sono due le squadre che stanno dominando la stagione 2015: la Ferrari, tornata finalmente protagonista, e la Mercedes, che si scopre ancora più forte del 2014, con un Lewis Hamilton più concreto ed incisivo che mai.

Ebbene, a quanto pare, queste due forze, che si oppongono in pista, avrebbero stretto un sodalizio fuori dai circuiti, per continuare sulla scia di questo regolamento tecnico, contro lo spauracchio dell’ennesima rivoluzione radicale, ipotizzata per il 2017.

Quindi, sia il team teutonico che la squadra di Maranello vorrebbero proseguire sulla strada intrapresa lo scorso anno, ovvero quella di motori V6, magari puntando sul miglioramento delle prestazioni e sul contenimento dei consumi.

Si tratta di un’esigenza che porterebbe ad incrementare lo spettacolo, ma anche il travaso di tecnologie tra la formula 1 e la produzione di serie, da sempre sensibile all’argomento relativo all’efficienza dei propulsori sia per questioni ambientali che economiche.

Chiaramente, i due team al momento sulla cresta dell’onda, sarebbero ben felici di continuare con queste motorizzazioni, e magari puntare al traguardo dei 1.000 CV per il 2017, come si mormora nell’ambiente. Ma, ovviamente, c’è sempre chi la pensa in maniera contraria, come la Red Bull, alle prese con una power-unit Renault che ne ha limitato in maniera significativa la competitività e che non sembra ancora all’altezza di quelle Mercedes e Ferrari.

Ecco, la Red Bull vorrebbe un cambiamento radicale, che comporterebbe un’ulteriore azzeramento delle forze in campo, ma questo provocherebbe ancora una volta investimenti molto più consistenti ed un rimescolamento dei valori in pista. Insomma, una situazione che da un lato andrebbe a sconvolgere gli equilibri attuali, dall’altro aprirebbe la strada ad altri costruttori che potrebbero intraprendere l’avventura della formula 1.

Un braccio di ferro che è appena iniziato, visto che nei prossimi mesi saranno in molti a sedersi sul tavolo delle trattative, una disputa che ha una valenza politica importante e che determinerà le sorti di una formula 1 ancora troppo lontana da quella dei tempi d’oro.