Tra i delusi del gran premio di Formula 1 di Cina spicca la figura di Ricciardo, arrivato quarto a fine gara dietro il compagno di squadra, ma solamente per la grande rimonta che è riuscito a fare dopo la foratura iniziale.

“Quando ho avuto il problema, avrei voluto urlare una parola con la m. E’ un peccato! Nella curva 11 e nella curva 12 avevo sentito la macchina un po’ strana e l’ho detto al mio ingegnere: lui mi ha detto che le gomme erano finite ed effettivamente dopo due o tre secondi è successo quel che è successo”.

Prima di quel momento il pilota australiano era persino riuscito a soffiare la leadership del gran premio a Rosberg nelle fasi iniziali della gara, ma poi è stato costretto a tornare ai box per via di una foratura, molto probabilmente causata da uno dei tanti detriti in pista. Dopo tutto, con queste ali anteriori molto pronunciate, basta davvero poco per dar vita ad una rottura che porta allo spargimento di pezzi di carbonio sulla pista.

“Quando mi sono fermato è entrata la safety car, quindi ho perso tantissime posizioni e mi sono ritrovato 17esimo. Poi penso di aver fatto una delle gare più belle della mia vita, perché davvero non potevo fare di più”. Ed in effetti ritrovarsi quarto è stato il frutto di un’impresa sportiva, ma soprattutto di una grande determinazione, che ha portato Ricciardo a compiere una serie di sorpassi impressionanti, anche su Lewis Hamilton. “Mi piace quando si riesce a fare una grande battaglia come quella di oggi con Lewis”.

La velocità di Ricciardo, soprattutto nel misto, ed il terzo posto di Kvyat, dimostrano che la Red Bull è molto più competitiva di quanto ci si potesse aspettare e che la power unit Renault ha compiuto progressi. Così, diventano comprensibili anche le motivazioni per cui sia la Mercedes che la Ferrari abbiano deciso di non fornire un motore ultima evoluzione alla squadra di Milton Keynes, alla quale mancano solo i cavalli per tornare a lottare per il mondiale di Formula 1.