La notizia, in questo avvio di stagione 2016, ovvero del momento della preparazione delle monoposto, dove ogni dettaglio deve essere perfetto per non causare il minimo inconveniente durante i test, è che la Ferrari non ha ancora deciso la data di presentazione della sua arma definitiva, quella con cui Marchionne intende tornare al vertice assoluto della Formula 1.

Infatti, mentre tutti attendono che la nuova rossa tolga i veli e mostri le sue sembianze, i tecnici di Maranello lavorano alacremente per sfruttare ogni proroga possibile prima di effettuare i crash-test obbligatori per l’omologazione.

D’altra parte, la vettura che nascerà sotto la direzione di James Allison sarà rivoluzionaria rispetto alla monoposto che abbiamo visto nel 2015, che poi non era altro che una riuscita evoluzione di quella, problematica, del 2014.

Quindi, il capo progetto ha una responsabilità grandissima, anche perché il gap con la Mercedes è ancora ampio e l’aerodinamica sarà fondamentale per recuperare decimi preziosi sfruttando al massimo le potenzialità della power unit evoluta.

D’altra parte, a Maranello non si vede un titolo piloti dal 2007, quando vinse Kimi Raikkonen e Vettel è abituato a vincere, avendo conquistato già 4 mondiali con la Red Bull, quindi tutti si attendono grandi cose dalla Ferrari quest’anno e i proclami di Marchionne, all’entrata in borsa della rossa, hanno aumentato le aspettative dei tifosi in modo esponenziale.

Così, tutti aspettano il giorno della presentazione ufficiale, che non è stato ancora divulgato, ma più che altro attendono il 22 febbraio, quando scatteranno i primi test ufficiali a Barcellona. Una data ancora più significativa, perché fornirà qualche indizio sulle prestazioni della nuova Ferrari, che ha il nome di progetto 667.

Certo, ci vorrà la prima gara per capire realmente di cosa sarà capace la Ferrari nel 2016, ma i test potranno per lo meno fornire un’indicazione sulla bontà del progetto nelle fasi iniziali, prima che si inizi a pensare allo sviluppo per la parte europea del calendario di Formula 1.