Se c’è un pilota che è rimasto deluso al termine del gran premio di Formula 1 del Messico, quello è sicuramente Kvyat, per lungo tempo in terza posizione, e poi finito quarto dopo la ripartenza della safety car. Il pilota della Red Bull ha pagato la scarsa velocità di punta della sua monoposto che ha favorito Bottas.

Così, alla fine della gara è apparso piuttosto abbattuto, visto che aveva avuto l’opportunità di conquistare un altro podio, e che tutto stava andando per il verso giusto fino all’ingresso della safety car propiziato dall’incidente di Vettel.

“La safety car mi ha rubato il podio. Non so come stesse facendo Bottas ad andare tanto lungo con le medie, ma lo stavo controllando senza problemi. E’ un peccato, ma questa è la vita”. Parole che sottolineano lo stato d’animo del russo che, nella seconda parte della stagione, ha guidato con grinta e determinazione, dimostrando di meritare una Red Bull.

Lo sfogo continua con altre spiegazioni rilasciate con grande lucidità. “Purtroppo non ero veloce sul rettilineo e quando la Williams è arrivata dietro di me, mi ha potuto superare piuttosto facilmente. Sono molto abbattuto, ma è stata una gara molto concreta per noi, abbiamo ottenuto punti importanti. Potevamo salire sul podio e ce lo saremmo anche meritato, ma comunque non possiamo lamentarci”.

Infatti, la Red Bull è riuscita a stare molto più avanti di quanto siamo abituati a vederla sull’asciutto, a dimostrazione del fatto che la monoposto è cresciuta, e che il circuito, soprattutto negli ultimi due settori, si adattava bene alle sue caratteristiche. Certo, che i due piloti delle lattine volanti si sarebbero aspettati un podio, ma alla fine hanno dovuto inchinarsi alla velocità della Williams ed allo strapotere delle power unit Mercedes.

Però, il fatto che Massa, con l’altra Williams, e che le due Force India, entrambe motorizzate Mercedes siano rimaste dietro alle Red Bull, è comunque un buon risultato di questi tempi.