Aveva ritrovato ottimismo Fernando Alonso, rinvigorito nel fisico e ingolosito dalle prestazioni crescenti della McLaren, ma poi, in qualifica, l’obiettivo di approdare in Q3 è stato mancato, anche se per poco, ed è ritornata la frustrazione.

“Certamente è frustrante in questo momento dato che eravamo a soli due decimi dall’ingresso in Q3 ma non ci troviamo in undicesima posizione ma in quattordicesima”. Poi dando uno sguardo anche alla vettura di Button, spiega: “per noi è una situazione piuttosto pesante trovarci in dodicesima e quattordicesima posizione. E’ andata così e dobbiamo cercare di recuperare domani in una gara che sarà certamente determinata dalle strategie, dalla durata delle gomme, dal degrado che è minimo. Dobbiamo vedere cosa accadrà”.

Staremo a vedere, intanto, per la qualifica le aspettative, anche se l’asturiano non lo ammette, erano alte, o comunque più ottimistiche. “Non avevo delle aspettative ben precise per la qualifica, ho solo cercato di fare bene. Ho fatto dei giri in 37 e 8, non ho avuto dei grandi problemi, ma quando guardi la classifica e ti trovi in quattordicesima posizione con gli altri distanti solo un decimo ti dispiace non essere quattro e cinque posizioni più avanti. Oggi è andata così, speriamo domani di poter disputare una gara più fortunata”.

La fortuna si sa, aiuta gli audaci, ma la McLaren, in questo momento, avrebbe bisogno di altro, di una power unit più incisiva, e di un pacchetto decisamente migliore di quello che hanno a disposizione Alonso e Button. Certo, le attese per il binomio con la Honda erano differenti, e la McLaren oggi sembra essere la brutta copia di se stessa. Intanto per Alonso gli anni passano, e se è vero che i guadagni sono proporzionali al suo valore, altrettanto non si può dire di una monoposto che lo tiene lontano dai suoi obiettivi, dopo aver sfiorato due volte il mondiale nel periodo ferrarista.