Si comincia dai piccoli gesti, quelli consueti, quasi automatici, che rimettono in moto meccanismi sopiti da mesi di distacco dalle gare, anche se c’è stata la parentesi dei test Pirelli. Così, Kimi Raikkonen ha provato il sedile della nuova monoposto, la 667, bisognerà chiamarla in questo modo ancora per qualche giorno, per completare un progetto su cui gli uomini in rosso hanno puntato tutto.

Spettinato più del solito, serafico come sempre, Iceman ha tenuto fede al suo soprannome e si è presentato a Maranello per accomodarsi all’interno di quell’abitacolo che potrebbe rappresentare la svolta o la fine della sua carriera di pilota ai massimi livelli.

Finisce così un percorso lungo e impegnativo per la squadra corse, che lascia spazio a tanti interrogativi, a domande sulla velocità e sull’affidabilità della nuova monoposto a cui solamente la pista potrà dare risposta.

Intanto, la nuova vettura si unisce al suo pilota, o meglio, ad uno dei suoi piloti, quello più discusso nel 2015 e che, comunque, ha lasciato intravedere ancora una certa stoffa, quella che lo ha portato al mondiale con la Ferrari nel 2007 e che gli ha consentito di sfiorarlo con la McLaren.

Vedremo come sarà il 2016 per Kimi, ma soprattutto come sarà quello della rossa. Certo, in molti aspettano Vettel, chiamato a gran voce come il salvatore della patria, a raccogliere il testimone di Schumi, ma Iceman, se è a posto, ha tutte le qualità per fare bene e competere addirittura con il suo illustre compagno di squadra.

Si comincia dal sedile dunque, ma il percorso che porta al 20 marzo, quando nella lontana Australia si correrà il primo gran premio della stagione, è ancora lungo. Nel frattempo, Raikkonen indossa una tuta nuova, con più parti bianche, e questo la dice lunga sulla livrea della nuova vettura che, ancor prima di essere svelata, porta il ricordo ai tempi della gloriosa Ferrari 312 T di Niki Lauda.