La Formula 1, si sa, è fatta di passione, di adrenalina, di circuiti emozionanti e di curve affrontate a velocità insostenibili per altre vetture diverse dalle monoposto della massima formula. Ma ultimamente, le piste moderne non sempre incontrano l’approvazione dei piloti, legati al fascino degli impianti storici.

Tra i sostenitori dei tracciati della tradizione c’è anche il pilota della Ferrari Kimi Raikkonen, che, in merito alle creazioni di Herman Tilke ha espresso più di una perplessità. “E’ solo che i nuovi circuiti sono tutti piuttosto simili. Non sto dicendo che non siano belli, ma sono tutti più o meno la stessa cosa. L’unica eccezione forse era Istanbul Park, ma non è più nel calendario”.

Parole che anticipano altre dichiarazioni a favore delle piste di una volta, quelle sulle quali è stata costruita la reputazione della Formula 1. “Come ho sempre detto, mi piace molto Magny-Cours. L’asfalto è molto buono, la pista è differente e intorno non ci sono troppe distrazioni. Anche Imola era una delle migliori, perché c’era sempre una grande atmosfera. Poi mi è sempre piaciuto il Nurburgring”.

Insomma, tutti circuiti da grande adrenalina e ben diversi da quelli di oggi, sui quali i piloti sanno bene come comportarsi. “Fondamentalmente quando andiamo in un circuito nuovo, sappiamo già cosa aspettarci. Non ci sono mai alberi intorno o ambientazioni simili a quelle di Imola o Magny-Cours, senza dimenticare Spa, che è in mezzo ad una foresta. Naturalmente, ogni pista è leggermente differente, ed ogni curva è diversa, ma è pur sempre una curva in stile Tilke”.

Ecco, la prevedibilità, è questo che Iceman rimprovera all’ideatore dei tracciati moderni, Tilke, quel senso di dejavù che affiora nei piloti anche quando si cimentano con un impianto nuovo. Gente abituata a ben altre sfide e che ritrova competitività, come dimostra lo stesso Raikkonen, quando le cose diventano difficili, come a Spa, dove ci sono curve da 300 km/h e cambi di pendenza da togliere il fiato.