Il mondo della Formula 1 assiste alla messa sotto accusa di Jean Todt, presidente della Fia, la federazione internazionale dell’automobile, il quale sarebbe reo di non aver bandito gli sponsor “scomodi”, come quelli relativi agli alcolici che, invece, tempestano le monoposto del Circus. Todt, che dal canto suo è un ambasciatore molto convinto della sicurezza stradale, è finito nella rete delle associazioni sulla sicurezza stradale, che da tempo si battono in una grande e poderosa campagna di sensibilizzazione sull’uso e abuso dell’alcol.

AMBASCIATORE ALCOLICO

A Todt, un passato glorioso e vittorioso in Ferrari, queste associazioni rinfacciano il non aver bandito dalle monoposto il brand di alcuni super-alcolici, nonostante il suo loro di capo della Fia e il suo continuo appoggio alla campagna sulla sicurezza stradale. Effettivamente la cosa stona, soprattutto considerando che top brand come Martini, Johnnie Walker e Smirnoff sono sempre presenti. Dall’altro lato, però, c’è un discorso anche prettamente economico, visto che queste aziende permettono lauti introiti alle scuderie che partecipano al Mondiale di Formula Uno.

UN MARE DI ALCOL E DI SOLDI

Dunque, è assai probabile che prossimamente si possa assistere ad un altro giro di vite, proprio come accade nel 2008, quando il Circus dovette dire addio ai lauti introiti che provenivano dalle aziende che producono tabacco: la Malboro, soprattutto, fu per anni uno degli sponsor maggiormente in vista in Formula 1. Ma, a differenza di quanto avvenne sei anni fa, di fronte c’è uno scenario diverso: se si prendono in considerazione le tre aziende citate in precedenza, si capisce come il farle sparire totalmente dal mondo della Formula Uno sia un suicidio assurdo. Martini foraggia la Williams con 10 milioni di dollari all’anno, Johnnie Walker, oltre ad essere il fornitore ufficiale di tutto il Circus, omaggia la McLaren di 15 milioni a stagione. Situazione ancora più delicata per la Smirnoff, che soltanto a maggio scorso aveva firmato un contratto anch’esso milionario con la Force India. Mandare via i produttori di alcol significherebbe perdere molti soldi. E per alcune scuderie, addirittura chiudere.