Il patron della formula 1 parla ai microfoni di Sky in un’intervista (della quale pubblichiamo un estratto) in cui espone il suo punto di vista sulla massima formula attuale, sull’ambiente del circus prima del suo arrivo, e sul futuro del campionato riservato alle monoposto più importante del mondo.

Chiaramente, tutto è iniziato da quando gestiva un team come la Brabham, un’esperienza che ha segnato il suo ingresso nella società dei motori che contano ed ha contribuito nel fargli intraprendere la strada che lo ha condotto alla posizione che riveste attualmente.

“No, non c’è un momento in cui fissare l’inizio della mia carriera – rivela a Sky – ecco quando ho comprato il team Brabham e sono entrato in formula 1 avevo delle idee e gli altri costruttori mi chiesero se fossi disponibile a gestire le cose per loro. E da lì è nato tutto”.

Continuando nelle dichiarazioni, Ecclestone racconta come era la società della massima formula prima del suo arrivo. “Diversa perché non era molto ben organizzata. E non lo dico perché lo abbia fatto io, ma era necessario che cominciassimo a lavorare insieme per renderci affidabili agli occhi dei vari promoter e attirare le televisioni. Dovevamo diventare professionali”.

Così, si arriva al centro del discorso, ovvero di come è la formula 1 adesso. “Diversa! Gestiamo le cose in modo molto diverso rispetto al passato, era uno sport di gentleman, a quei tempi, e siccome di gentleman ce ne sono pochi, dobbiamo gestire questo sport come un business”.

Il personaggio più carismatico si fa pungente quando si rivolge al suo intervistatore che gli chiede come mai non ci sono più gentlemen nell’ambiente: “dovresti saperlo, visto che frequenti il mondo della formula 1”.

Coerente con il suo personaggio, non si sbilancia su come sarà il futuro del circus iridato. “Non ne ho la minima idea, non riesco proprio a immaginarlo. Nel mondo oggi un progetto a lungo termine è di tre mesi. Il mondo quindi cambia molto rapidamente, per cui è difficile dirlo”.