Non c’è niente da fare, quando Flavio Briatore esprime un’opinione crea scompiglio, perché, con la sua schiettezza, riesce sempre a porre l’accento nei punti salienti dell’argomento in questione, e lascia all’interlocutore interessanti spunti di riflessione.

Così, in merito alla Formula 1 attuale, ha detto: “Bisogna cambiare le regole e renderle più semplici, le monoposto dovrebbero essere tecnicamente simili al 90%, provando a ridurre i costi del 70%. Bisognerebbe intervenire anche sul sistema di ripartizione degli introiti, smettendo di dare il 70% ai top team e lasciando alle altre squadre le briciole”.

Chiaramente, l’aspetto tecnico, seppur affascinante, ha fatto calare notevolmente i consensi e la notorietà della Formula 1. “Le monoposto oggi sono incredibili sul fronte delle innovazioni ma considerare la Formula 1 come un esercizio tecnico non credo sia di interesse per uno spettatore. Vedo questa categoria come un campionato per piloti, non come avviene oggi, per ingegneri. Quando ero in Formula 1 ricordo che c’erano 10-12 piloti che ogni volta che entravano in un ristorante venivano riconosciuti dalla gente, erano dei personaggi, oggi questo accade solo per i due o tre top driver. Abbiamo perso una parte del fascino legato alle star del volante”.

Dunque, ancora una volta Briatore denuncia una situazione che non tiene conto delle esigenze di chi segue la massima formula e vorrebbe vedere più duelli in pista che in galleria del vento. Ma, ovviamente, tutto questo si scontra con la necessità di rendere la Formula 1 al passo con i tempi e di sviluppare soluzioni tecniche sempre più avanzate, da trasferire, con le dovute proporzioni, sulle auto di serie.

Certo, in un campionato più equilibrato, le chance per Fernando Alonso, pupillo di Briatore, sarebbero decisamente superiori, ma la Formula 1 oggi è soprattutto questo: power unit ibride, ricerca dell’affidabilità e riduzione drastica dei consumi. Lo sanno bene alla Ferrari, visto che, da due anni, lavorano giorno e notte per recuperare terreno sulla Mercedes interpretando al meglio lo sviluppo delle nuove tecnologie.