Solo un anno fa era ormai chiaro che Alonso sarebbe andato altrove, deluso da una Ferrari che non reputava all’altezza e frustrato dai risultati che non arrivavano. Ebbene, la scelta fu quella di sposare la causa McLaren che aveva appena stretto un sodalizio con la Honda per avere le power unit giapponesi in esclusiva.

Un grande ritorno, quello del costruttore del Sol Levante, chiamato a rinverdire i fasti delle vittorie maturate con Prost e Senna, che ha abilmente oscurato gli anni difficili della Bar e del team ufficiale Honda, quello che poi vinse il discusso mondiale del 2009 quando fu ceduto a Ross Brawn diventando la Brawn GP.

Di quel binomio è rimasto solamente Button, anche lui oggi relegato nelle retrovie da una monoposto poco più veloce della Manor, mentre Alonso, nonostante l’ingaggio di 35 milioni di euro l’anno, non ha retto alla pressione, alla storia di una stagione incredibilmente peggiore di quella 2014, e a Suzuka ha perso le staffe, proprio in casa della Honda, lasciandosi andare a delle dichiarazioni via radio, in diretta, a dir poco pesanti.

Prima si è lasciato scappare un “imbarazzante”, riferendosi alla power unit Honda mentre veniva passato da una Sauber, poi ha addirittura ha dichiarato: “un motore da GP2”. Parole che hanno fatto il giro del mondo ed hanno umiliato in pubblico delle persone che prediligono la discrezione assoluta come i giapponesi della Honda.

Quindi, l’idillio si è rotto, o comunque il sodalizio tra il pilota spagnolo e la McLaren è destinato a chiudersi anticipatamente, al punto che le parole del campione di Oviedo di qualche mese fa risuonano come un lontano ricordo, perché adesso nessuno crede più che ha voglia di aspettare lo sviluppo delle power unit giapponesi.

Cosa accadrà nel 2016? Alcuni rumors vorrebbero Alonso alla Red Bull, ma se a Milton Keynes arriverà il motore Ferrari l’operazione non sarà possibile, altri lo darebbero ancora alla McLaren-Honda per un altro anno di purgatorio, mentre altri ancora lo vedrebbero emigrare in un’altra categoria, magari per cercare miglior fortuna nelle corse di durata. Al momento però la Formula 1 ha un campione in meno che non riesce ad esprimere il suo potenziale ed un team storico come la McLaren nel bel mezzo di una crisi tecnica.