E’ lui il capitano della Scuderia Ferrari in pista e fuori dai circuiti di Formula 1, Maurizio Arrivabene, un team principal che è prima di tutto un appassionato del proprio lavoro, ed è orgoglioso di parlare in italiano per presentare una monoposto che, con quel Cavallino Rampante, rappresenta e rappresenterà sempre qualcosa di più di una semplice auto da corsa.

“Il brand Ferrari è un brand sicuramente mondiale, ma ha un’anima italiana. Siamo qui per presentarvi la nostra monoposto di quest’anno e definirla una auto da corsa secondo me è un po’ riduttivo: il suo nome è Ferrari e questo va oltre questo concetto. Se poi diventerà una vettura vincente, allora entrerà direttamente nel mito”.

Che poi, è quello che si augurano tutti i tifosi, i quali, devono tenere presente, in base alle dichiarazioni di Arrivabene, che dietro ad una vettura così avanzata c’è un lavoro di tanti uomini che giorno e notte s’impegnano lontano dai riflettori.

“Detto questo, dietro a questa vettura c’è il frutto del lavoro di molte persone. Fra poche ore la macchina partirà per Barcellona e lì avremo modo di vedere il suo vero valore. Come dicevo, questo potenziale sarà il frutto del lavoro di tanti, a partire dal nostro presidente, che ci ha dato tutti i mezzi per far sì che nulla fosse lasciato al caso. Voi vedete in pista i nostri ragazzi, ma qui a Maranello ci sono tantissime persone, magari un pochino meno note ma altrettanto importanti nei vari dipartimenti: ai compositi, alla nuova meccanica, in galleria del vento, nei vari studi di progettazione del motore e del telaio. Tutti lavorano e mettono la loro passione ed il loro contributo per essere degni di portare il nome Ferrari”.

Con tutta la sua carica elegante, il team principal della Ferrari parla dell’obiettivo per il 2016, e non si nasconde, portandosi sulle spalle tutto il peso delle sue parole. “Lo scorso anno l’obiettivo era quello di provare a vincere almeno tre Gran Premi e ci siamo riusciti. Io quindi credo che quest’anno dobbiamo cercare di vincere in qualche modo il Mondiale. Sicuramente non sarà un compito facile, perché i nostri avversari non si sono sicuramente addormentati sugli allori. Noi comunque faremo tutto ciò che è in nostro potere per riuscirci”