Ci risiamo, Lewis Hamilton si presenta in circuito con tutta la forza carismatica che appartiene al campione del mondo, e lancia i soliti proclami di vittoria. Francamente, dopo l’atteggiamento visto negli ultmi due gran premi, è difficile prendere alla lettera le sue dichiarazioni, ma rappresentano il suo pensiero e quindi meritano il massimo rispetto.

“Il mio obiettivo qui a Yas Marina sarà vincere la gara numero 44 negli Emirati: è il mio numero, sarebbe molto significativo riuscire a centrare il traguardo ad Abu Dhabi”. Insomma, l’eventuale epilogo celebrativo, che gli permetterebbe di raggiungere un numero di vittorie speculare alla cifra che identifica la sua monoposto e che lo stesso Lewis professa come il suo numero prediletto, appare una motivazione poco convincente, o per lo meno fantasiosa, ma ha comunque un senso.

Oltre tutto, il circuito in questione pare piacere molto al tre volte campione del mondo, che è contento di chiudere la stagione in questa location. “È una pista dove ci sono curve in cui devi sbattere la macchina da una parte all’altra. Mi piace. È bello chiudere l’anno qui”.

Insomma, c’è da pensare che, almeno per una volta, si concentrerà sulla pura esperienza di guida, senza fare troppi calcoli, e magari senza dover essere troppo indulgente con Rosberg, che pare essersi ripreso dalla frustrazione di essere l’eterno secondo grazie alle due vittorie consecutive maturate nelle ultime gare.

Ecco, la speranza è che ad Abu Dhabi si assista ad una lotta vera, anche se non c’è più il titolo in palio, e che Hamilton possa guidare con la volontà di vincere che appartiene ad un campione del mondo, sperando che il senso di appagamento per il terzo titolo iridato sia svanito o quanto meno si sia affievolito con il trascorrere delle settimane.

Vedremo cosa accadrà in pista, e se il team lascerà Lewis libero di tentare l’assalto alla sua ultima vittoria stagionale, anche a costo di minare l’autostima ritrovata di Rosberg.