Ci siamo, la Formula 1 sta per chiudere l’ennesima stagione, quella del 2015, che sarà ricordata da tutti come quella della consacrazione definitiva di un talento che risponde al nome di Lewis Hamilton e di una squadra, la Mercedes, che ha fatto suo il campionato per il secondo anno consecutivo, aggiudicandosi nuovamente sia il titolo piloti che quello riservato ai costruttori.

La superiorità delle frecce d’argento è stata quasi imbarazzante, e se non fosse stato per qualche problema di affidabilità, il rischio che le monoposto della Stella a Tre Punte avessero potuto vincere tutte le gare sarebbe stato elevatissimo.

Fortunatamente, per lo spettacolo e per i tifosi, la Ferrari è tornata a vincere: l’ha fatto per ben 3 volte, e già questo è assimilabile ad un miracolo sportivo, se si confronta la situazione attuale con quella del 2014.

Ma ancora non basta, ancora manca qualcosa, qualche decimo per l’esattezza, per essere al pari con le Mercedes. Lo sa bene Sebastian Vettel, che ha preso le redini del team con l’autorevolezza che fu di Michael Schumacher, al punto che i parallelismi tra i due sono sempre più di moda. Lo sa bene Kimi Raikkonen, ad un passo dall’abbandono della rossa e forse anche della Formula 1 e rimasto a Maranello per fare il colpaccio nel 2016.

Già, il 2016, un anno in cui sono riposte molte speranze, una stagione dove la Ferrari deve dimostrare di essere tornata quella di un tempo, di quando poteva lottare per la vittoria ad ogni gran premio, ma che arriverà dopo l’ultimo weekend del 2015, quello di Abu Dhabi, dove sarà importante chiudere in bellezza.

Infatti, Vettel ha vinto per ben 3 volte sul circuito di Yas Marina e Raikkonen ha all’attivo un successo su questo tracciato, ma ci sarà da tenere d’occhio Lewis Hamilton, a secco da due gare e volenteroso nel raggiungere proprio Vettel con 3 vittorie ad Abu Dhabi.