La Formula 1 riprende da dove aveva lasciato, cioè con Hamilton che domina e gli altri dietro che cercano di recuperare il tempo perduto. Così, anche in Ungheria, nelle prove libere 2, le più importanti prima delle qualifiche, il campione del mondo ha fatto la differenza.

Con la gomma soft è andato addirittura sotto l’1:24, facendo segnare precisamente un tempo che corrisponde ad 1:23.949, in pratica staccando ogni altra monoposto, persino la Mercedes gemella nelle mani di Rosberg, che si trova in quarta posizione nella classifica dei tempi di giornata ad oltre 7 decimi.

A sorpresa però, sono le Red Bull a stupire, con Kvyat e Ricciardo, rispettivamente, in seconda ed in terza posizione, staccati di oltre 3 decimi il primo e di circa 5 decimi il secondo. Insomma, la vetture angloaustriache in Ungheria ha rimesso le ali, forse per via del tracciato che predilige le vetture con una buona aerodinamica.

Più staccate le Ferrari con Raikkonen in quinta posizione e Vettel in settima, intervallati da un Sainz in buona forma con la Toro Rosso. Il quattro volte campione del mondo della Ferrari ha avuto non poche difficoltà e si è girato per ben 2 volte nel corso delle seconde prove libere.

Chiudono la top ten di giornata Alonso, Bottas e Massa, ma bisogna dire che le Williams non sono mai dei fulmini di guerra il venerdì, per cui è lecito aspettarsi qualcosa di più in qualifica da parte delle monoposto di Grove.

La cosa che stupisce di più comunque, in questo venerdì, è il ritmo gara delle Red Bull che, con Ricciardo, era addirittura migliore di quello delle Mercedes. Questo fino a quando il pilota australiano non ha dovuto parcheggiare la sua monoposto nel prato dopo aver avuto l’ennesimo guasto al motore Renault.

Purtroppo il fumo non lascia presagire niente di buono, ma vedremo se la scuderia di Milton Keynes riuscirà a trovare il bandolo della matassa.