In una Formula 1 dove ci sono piloti leggendari, altri pieni di titoli, e alcuni che svolgono il ruolo di comparse occasionali, ci sono driver maturati e con grande talento che possono ancora ambire a qualcosa d’importante. Tra questi troviamo sicuramente Romain Grosjean, passato da poco al nuovo team Haas dopo aver convinto al volante di una Lotus rimaneggiata.

Così, il pilota in questione si racconta durante una trasmissione della televisione francese, dove spiega che ha debuttato in Formula 1 troppo presto, quando non era ancora pronto per fare il grande salto. “Ho debuttato troppo presto. Avevo solo 23 anni. Adesso ci sono ragazzi di 17 anni che sono pronti per la Formula 1, io non lo ero a quella età. Inoltre ero gestito da Flavio Briatore che era appena stato allontanato dalla Formula 1 a seguito del crashgate. Facevo parte di un qualcosa che doveva essere ripulito e sapevo che avrei dovuto ricominciare daccapo”.

A Grosjean poi non hanno sicuramente giovato i tanti incidenti della fase iniziale della carriera, in particolare quello del 2012 a Spa, dove è letteralmente decollato sulla Ferrari guidata da Alonso. Così ha deciso di farsi seguire da una psicologa dello sport e da allora le cose sono iniziate a cambiare. “Ho iniziato a lavorare con una psicologa che collabora con alte personalità dello sport. E’ stato interessante capire come funzionano certe cose e vivere in anticipo esperienze che vivrai successivamente”.

Quindi, sotto la guida del personaggio in questione, sono arrivati i risultati, ma soprattutto il pilota della Lotus è riuscito a mitigare la sua guida che, in alcuni casi, diventava troppo arrembante. “Mi ha fatto diventare più paziente, mi ha aiutato a capire perché delle volte prendevo la decisione sbagliata e perché le cose non andavano come volevo. Adesso sono diventato padre e quando sei uno sportivo di alto livello vuoi sempre concentrarti sulla tua carriera, ma posso assicurare che diventare padre è la cosa migliore del mondo”.