E adesso cosa si fa? Se anche quando si realizza un mezzo miracolo (da 9° a 2°) l’avversario guadagna dei punti e aumenta il divario in classifica cosa altro si deve tentare? Questo poteva essere lo stato d’animo di Fernando Alonso dopo l’arrivo del GP del Belgio, confermato da una faccia che non nascondeva in nessun modo la delusione nonostante il bellissimo secondo posto. Non è servita, infatti, una prova davvero superba dello spagnolo per cercare di prendere Sebastian Vettel che si è aggiudicato la gara sul circuito che da sempre rappresenta la laurea per chi corre in F1.

Così, dopo il disastro in Ferrari del sabato, con i vari errori di team e pilota, ecco una domenica che ha ribaltato tutti i pronostici, ma la grande rimonta non è stata utile. Anzi ha fatto solo aumentare i rimpianti perché partire così indietro vuol dire lasciare troppo vantaggio a chi in questo momento non ne ha nessun bisogno. Stare nelle prime file è diventato fondamentale, non diciamo che avrebbe potuto vincere, ma di certo avremmo visto una gara differente. E il tedesco non chiedeva niente di meglio che andare in testa e gestire con il suo ritmo la corsa, cosa che ha fatto con grande sapienza e saggezza, comandando sempre le operazioni senza alcun affanno o rischio (foto by InfoPhoto).

Il divario tra le due monoposto è evidente e serve qualcosa per ribaltare la situazione, ma la strada intrapresa incomincia a dare i primi frutti dopo il terribile mese di luglio e i miglioramenti della competitività della F138 si iniziano a vedere. Lo ha capito anche Alonso, molto contrariato delle prestazioni, non lo nasconde in nessun modo e lo ha dichiarato senza alcun timore nelle varie interviste. Inoltre tutte le voci sul mercato per la sostituzione di Massa, ormai dato per partente, non stanno aiutando a mantenere la tranquillità nel team. Raikkonen è il favorito ma è meglio decidere in fretta chi prenderà quel sedile l’anno prossimo per evitare inutili tensioni.

Adesso i punti in classifica da recuperare sono 46, praticamente due GP con relativo ritiro da parte della Red Bull, troppi con solo 8 prove da disputare. Si rischia solo di vedere dove si concluderà il mondiale con il quarto titolo in vista per il tedesco.

Con questa vittoria Vettel mette il quinto centro stagionale e il 31° in carriera portandosi a ridosso dello spagnolo che ne ha 32; sicuramente un altro fattore che non aiuta l’umore del ferrarista.

L’unica nota positiva è che Alonso è ritornato al secondo posto in graduatoria sorpassando Kimi Raikkonen, ritirato per problemi di freni dopo una striscia di 27 risultati a punti e 38 arrivi  consecutivi, e si è allontanato da Hamilton autore della Pole e terzo sul podio.

Ora servono solo weekend perfetti, non sono ammessi errori né in prova né in gara perché da un lato c’è un Alonso che se la gioca alla pari (con Vettel) mentre dall’altro c’è una Ferrari che parte svantaggiata rispetto alla Red Bull. A Monza si gioca in casa e ci aspettiamo nuovi sviluppi in una pista che di solito non è favorevole alla Red Bull. Potrebbe essere l’occasione buona.