Il grande capo della Renault, Carlos Ghosn, fa il punto sulla nuova avventura della Casa della Losanga in Formula 1, dove ha vinto due titoli con le sue monoposto con il team guidato da Flavio Briatore. Espone il progetto con cautela e rinuncia a facili, quanto inutili, proclami.

“Puntiamo a costruire un progetto solido, passo dopo passo e senza passi indietro. Questo è il motivo per cui abbiamo deliberato queste tempistiche, vogliamo ripartire mettendo delle basi importanti, su cui costruire una motore valido, una monoposto valida, una struttura valida con tecnologie all’avanguardia. Non ci interessa l’exploit di una stagione se poi c’è il rischio di tornare indietro. La Formula 1 è uno sport di altissimo livello, e nessuno può garantire il successo, ma abbiamo un progetto”.

Non manca un riferimento ai motori con qualche frecciatina alla Red Bull. “Siamo coscienti di dover recuperare terreno, sul fronte motoristico abbiamo un handicap rispetto a chi sta vincendo, ma crediamo di avere la tecnologia e la determinazione per colmare il divario. Ci vorrà tempo, ma vogliamo che Renault diventi una monoposto in grado di puntare al successo con costanza, e ci proveremo con tutte le nostre risorse. Miracoli a parte, non accadrà nel 2016, ne siamo coscienti, così come sappiamo che quando una squadra vince il messaggio che passa è che ad imporsi sia stata la vettura, mentre quando le cosa non vanno bene allora a salire sul banco degli imputati è il motore. Noi cercheremo di migliorare su tutti i fronti”.

Inoltre, Ghosn strizza l’occhio ad una nuova svolta regolamentare. “Tre anni fa la Red Bull dominava ancora, e lo ha fatto per un lungo periodo. Poi i regolamenti sono cambiati ed è iniziato un nuovo ciclo, e se cambieranno ancora non sappiamo cosa potrà accadere. C’è sempre un inizio ed una fine in ogni fase storica. Quello che abbiamo chiesto per il futuro è la garanzia di avere dei ritorni agli investimenti che stiamo facendo e che faremo. Vogliamo maggiori riconoscimenti dagli introiti che derivano dallo show che portiamo in pista”.

Infine, sui piloti, lascia campo libero e le responsabilità che ne derivano al suo team. “Per scelta non metto bocca sulle decisioni relative ai piloti lascio libertà al team di operare in autonomia, perché non voglio lasciare l’alibi di poter dire che non si vince a causa di una mia scelta dei piloti. La squadra prende le sue decisioni, ed ovviamente ne risponderà”.