Nella domenica di ieri Formula 1 e MotoGP si sono contese la scena tra gli appassionati che, fortunatamente, considerata la differenza di orario, hanno potuto godere dallo spettacolo offerto da entrambe le categorie. L’aspetto curioso è rappresentato dai quei due secondi posti, di un italiano tra le moto, che risponde al nome del fenomeno di Tavullia, alias Valentino Rossi, e di una vettura, la Ferrari, orgoglio nazionale, guidata per la seconda volta da un tedesco che fa sognare: Sebastian Vettel.

Ora, se il secondo posto di Valentino alimenta ulteriormente le sue speranze mondiali contro un avversario tostissimo, quel Jorge Lorenzo che a Motegi è scattato via per tre quarti di gara per poi essere ripreso dal Dottore sul finale; quello di Vettel consacra la rinascita della Ferrari, sprofondata nell’oblio nel 2014.

Chiaramente, la situazione è differente, perché se Valentino dovesse vincere il suo decimo mondiale, sarebbe la ciliegina sulla torta della sua incredibile carriera agonistica, nella quale ha trionfato sia in 125 che in 250, che nella 500, prima di approdare in MotoGP; mentre se Vettel dovesse mantenere la seconda posizione nel mondiale piloti ai danni di Rosberg, sarebbe l’ennesima dimostrazione che la Ferrari è matura per tentare l’assalto definitivo alla Mercedes nel 2016.

Ecco, l’Italia che vince e l’Italia che spera di tornare vincente, a questo punto però è doveroso sottolineare come l’Italia sia comunque protagonista, perché la lotta con Lorenzo e con la Mercedes ripropone sfide cariche di fascino come Italia-Spagna e Italia-Germania che fanno scattare immediatamente, nei pensieri degli sportivi, gli immancabili paragoni calcistici.

Quindi, il finale di stagione si fa entusiasmante in MotoGP ed appare interessante in Formula 1, due categorie dove ci sono tanti elementi che rappresentano il nostro paese, ma soprattutto due colossi come Valentino Rossi e la Ferrari, che tengono gli spettatori incollati al divano, li invogliano a mettere la sveglia anche di domenica, e li ripagano con uno spettacolo unico: quello dei motori.