Può piacere o meno, ma il sistema Halo, quello portato a battesimo da Kimi Raikkonen nella giornata di ieri e che sta utilizzando ancora oggi Sebastian Vettel, sembra essere un primo passo per la sicurezza della testa dei piloti, unico punto vulnerabile delle monoposto di oggi.

Certo, questo pezzo di carbonio che parzialmente può disturbare la vista dei piloti, ha ricevuto pareri contrastanti, ma rappresenta un valido aiuto in situazioni critiche, come quella che mise a repentaglio la sicurezza di Alonso, a Spa, quando Grosjaen con la sua Lotus, decollò sulla Ferrari dell’asturiano.

Kimi Raikkonen, il primo a provarlo ha affermato: “ovviamente si ha una vista leggermente diversa, un po’ limitata nella parte anteriore, ma non credo che il prototipo visto oggi sia la versione finale di questo progetto. Mi ha sorpreso che la differenza rispetto al solito non sia stata poi tanta”.

Felipe Massa ha riferito: “l’Halo? Bello non è, questo è certo. Ma la sicurezza viene prima di tutto, e se serve a questo fine per me va bene”. Mentre Lewis Hamilton, ha scritto sulla sua pagina Instagram che non è assolutamente d’accordo con questa soluzione e che la Formula 1 è già a buon punto sul versante sicurezza.

Insomma, il sistema Halo fa discutere, anche chi le monoposto le guida tutti i giorni, ma è chiaro che d’ora in poi si apre un nuovo capitolo sulla sicurezza, e il fatto che la Red Bull sia in procinto di far debuttare una sorta di cupolino, la dice lunga su quanto i team credano in soluzioni simili.

D’altra parte, non sono poche le situazioni di gara, in Formula 1, in cui le vetture possono decollare l’una sulle altre, mettendo a rischio la testa del pilota. Lo stesso Felipe Massa, con un cupolino avrebbe evitato l’impatto con la molla che si staccò, anni fa, in Ungheria, dalla Bar Honda di Rubens Barrichello.