Non poteva continuare così, l’avevano detto i piloti, l’avevano confermato gli addetti ai lavori, ma soprattutto, l’assenza di monoposto negli ultimi minuti delle qualifiche. Il format per la lotta alla pole position voluto dai vertici della Formula 1 fa acqua da tutte le parti e va, necessariamente, sostituito.

Per questo, in seguito al gran premio del Barhain, dove ha avuto una seconda opportunità, ecco che è al vaglio un’altra proposta, magari più efficace di quella vista fino ad oggi..

Giovedì verrà sottoposta allo Strategy Group, che dovrà valutarla attentamente e, se sarà accettata, verrà utilizzata per le successive 19 gare del mondiale. Ma di cosa si tratta? Beh, in base agli immancabili rumors la pole position dovrebbe provenire dalla somma dei 2 migliori tempi ottenuti dai piloti nel corso delle tre fasi delle qualifiche.

Ovviamente, si tratta di indiscrezioni, perché, sia ben chiaro, Jean Todt, a capo della FIA, non ha voluto sbilanciarsi, quindi, al momento, non ci sono notizie ufficiali in merito.

Nonostante questo, Sebastian Vettel, forse ancora deluso dal suo avvio di stagione, è stato a dir poco esplicito sulla questione, infischiandosene letteralmente degli ammonimenti di Ecclestone: “se si vuole una griglia decisa dal caso, allora è un’idea buona. Ma qui si dovrebbe parlare di corse. Credo sia un’idea schifosa”. Ha commentato il pilota tedesco ai microfoni di Sky.

Insomma, ancora polemiche in Formula 1, mentre lo spettacolo in pista latita, con la Mercedes che, se non avesse avuto problemi in partenza, avrebbe conquistato due doppiette nelle prime due gare. Forse i vertici della massima formula non hanno compreso che le qualifiche rappresentano il male minore e forse, con il senno di poi, potevano rimanere con lo stesso format dello scorso anno, tanto la pole position andrà sempre alle monoposto più veloci ed è giusto che sia così. Il problema rimane quello di agevolare i sorpassi e di ottenere una sorta di livellamento delle prestazioni per enfatizzare il ruolo del pilota.