La formula 1 è competitiva, difficile, e nonostante ci siano tanti piloti veloci, solo alcuni risultano vincenti, ma la schiera di driver che hanno corso e lottato con i migliori senza conquistare titoli personali è decisamente importante e tra questi spicca il nome di Rubens Barrichello.

Il talentuoso pilota Ferrari, oscurato dall’immensa figura di Schumacher, ha sempre vissuto con fatica il ruolo di eterno secondo, al punto da rilasciare, alcuni giorni fa, delle dichiarazioni decisamente pesanti alla tv brasiliana.

“Tante volte ho aiutato Schumacher a vincere: uno dei suoi sette titoli mondiali avrebbe dovuto essere mio”. Parole, decisamente fuori luogo, considerando il momento attuale in cui versa il sette volte campione del mondo, che non riabilitano di certo la figura di Barrichello.

Nello specifico, il pilota brasiliano sembra non essere riuscito a digerire l’ordine di scuderia, avvenuto nel lontano 2002, quando fu invitato dal team a lasciar passare il fenomeno di Kerpen cedendogli la posizione.

Non volevo farlo, però ricordo che mi era arrivata una comunicazione radio dal muretto e mi aveva fatto pensare alla mia famiglia. Allora ho deciso di alzare il pedale dell’acceleratore. Sono certo che il 99% dei brasiliani avrebbe fatto lo stesso nei miei panni: se avessi rifiutato la mia carriera in F1 probabilmente sarebbe finita quel giorno”.

Certo, alla fine si è trattato di una gara, che non sarebbe stata di sicuro determinante per conquistare il titolo mondiale, ma rivangare un episodio del genere, a distanza di anni, e soprattutto, spingersi ad affermare che uno dei mondiali di Schumi avrebbe dovuto essere suo, è stato un gesto di cattivo gusto, lontano dalla sensibilità nei rapporti umani a cui Barrichello ci aveva abituato.

Purtroppo, nemmeno nel 2009, quando la Brawn GP dominò il mondiale in maniera imbarazzante, l’ex ferrarista riuscì ad imporsi, lasciando le luci della ribalta a Jenson Button, che conquistò il titolo piloti con relativa facilità.