L’aveva detto Maurizio Arrivabene, alla vigilia delle qualifiche del gran premio di Formula 1 di Melbourne, aveva avvisato i tifosi di cosa avrebbe potuto generare questa ricerca dissennata dello spettacolo a tutti i costi e, puntualmente, la situazione si è verificata.

Così, fa effetto rileggere quelle dichiarazioni oggi, dopo che in pista ha regnato il caos all’inizio del Q1 e l’assenza dei protagonisti alla fine del Q3. “Sia chiaro non voglio passare per quello che è contrario a tutti i cambiamenti. La Ferrari non è contro le novità, ma semplicemente ritiene che forse era necessario concedere un po’ più di tempo per sviluppare meglio l’idea che è stata proposta”.

E ancora: “non posso dirlo con certezza, ma all’inizio della sessione di qualificazione vedremo una fila come si vede al sabato alla cassa di un supermercato. Poi andremo a vedere cosa succederà. Adesso non è giusto criticare il format prima che si sia verificato come possa andare nella realtà”.

E invece oggi, una pioggia di critiche, giuste, da ogni parte, solo Hamilton se la gode, forte di un vantaggio che gli fa già sognare il quarto mondiale, e consapevole della velocità della sua Mercedes. La Formula 1 ha fallito dunque, ancora una volta, e quel finale soporifero, per tutti i telespettatori che si sono svegliati all’alba per seguire la prima di una serie di qualifiche discutibili, ha lasciato tutti perplessi.

Ecco che allora, le parole di Arrivabene, avevano già incarnato il pensiero dei più, ma non avevano ancora svelato cosa sarebbe potuto succedere nel Q3, quando gli ultimi minuti sono stati veramente tristi per la storia della Formula 1.

Domani forse, lo spettacolo arriverà, magari con più equilibrio in pista, con questi bolidi che ormai hanno raggiunto potenze impressionanti, tanto che Hamilton ha migliorato di 1 secondo e ½ il tempo della pole position dello scorso anno.

Non resta che alzarsi, di nuovo molto presto, per vedere se dalla gara ci saranno indicazioni positive da questa Formula 1 sempre meno avvincente.