Polemiche a parte, oltre allo strapotere delle Mercedes, in formula 1 non si parla d’altro che delle condizioni di Alonso e dei miglioramenti della Ferrari e così, Maurizio Arrivabene, team principal del nuovo corso della “rossa” torna a parlare di obiettivi e si coccola i suoi due piloti.

“Seb in Australia era felice perché il suo sogno si è avverato. Ottenere il podio con la Ferrari è qualcosa di veramente speciale per un pilota di formula 1. Per quanto riguarda Kimi, sono andato subito a parlare con lui perché credo sia necessario confrontarsi con un pilota, capirlo e tenerlo su. Altrimenti, se si festeggia con uno e si ignora l’altro non funziona. I due ragazzi stanno lavorando molto bene insieme e il mio compito è quello di mantenere il giusto equilibrio e di dare fiducia a Kimi. Ho ripetuto a lui molte volte: sei come un martello, stavi spingendo come un dannato e i tempi erano buoni e di questo ne sono convinto. Il nostro scopo è avere due piloti che raccolgono punti per il mondiale costruttori”.

Ma da buon capitano, Arrivabene non si accontenta di raccogliere punti, vuole centrare il bersaglio grosso e per farlo è consapevole che deve riuscire a battere lo squadrone Mercedes. “Il nostro obiettivo erano Williams e Red Bull Racing, ma ora dobbiamo essere un po’ più convinti sulle nostre possibilità per ridurre il gap con le Mercedes. Dobbiamo solo continuare così, con la giusta metodologia. Occorre lavorare e rispettare il programma senza farsi prendere dal panico e mantenere lo spirito di squadra”.

Chiaramente, fino al ritorno del circus iridato in Europa, quando la SF15-T riceverà delle modifiche in grado di renderla ulteriormente veloce, i due alfieri della Ferrari non potranno far altro che rimanere il più possibile vicini alle Mercedes di Hamilton e Rosberg cercando di approfittare dei loro, eventuali, passi falsi.

Per vedere una “rossa” ancora più performante ci vorranno dunque altri gran premi, ma la speranza è che i progettisti e, soprattutto, i motoristi, riescano a dare continuità a quanto è stato fatto fino ad ora. Ma con un team principal così carico, tutti sembrano aver trovato il condottiero ideale, l’uomo squadra che unisce il gruppo motivandolo verso un obiettivo comune: la vittoria.