Maurizio Arrivabene non è solamente il team principal della Ferrari, è un capitano, un uomo squadra, che tiene uniti gli uomini per perseguire un unico obiettivo: la vittoria. Oggi a Singapore, la scuderia di Maranello ha centrato il terzo successo stagionale e, ovviamente, il N.1 del muretto box sottolinea il merito di tutti i componenti del team.

“Questa non è la mia Ferrari. Questa è la Ferrari di tutti, a partire dal presidente per arrivare a tutti i ragazzi che ci lavorano. Soprattutto questi ragazzi, che in questo fine settimana sono stati fantastici, quindi sono davvero contentissimo”

E contentissimo era anche Sebastian Vettel, ormai simbolo della rinascita rossa, e nuovo beniamino dei tifosi Ferrari, proprio lui che fino a due anni fa è stato il grande nemico al volante della Red Bull. Così, Arrivabene si complimenta anche con il suo pilota, capace di cogliere prestazioni straordinarie per tutto il weekend.

“Sebastian è un campione, lo ha dimostrato con un giro pazzesco ieri. Sul giro secco io ho visto fare queste cose solo ad altri due piloti: Reutemann e Senna. Oggi Seb ha fatto una gara fantastica“. Paragoni scomodi, figli di una costanza di rendimento importante, e non solo di un momento decisamente positivo.

Comunque, a chi gli ha chiesto se siamo al cospetto di un’altra era Ferrari, il team principal ha risposto: “sinceramente di una nuova era non mi importa. A me importa vincere. E basta”.

Chiaro diretto, proprio come è con i suoi piloti, solo così si spiega il gesto di carica ed affetto con cui cercava di spronare Raikkonen a partire nella maniera migliore nonostante lo sfortunato episodio di Monza. Ecco, oggi Arrivabene può rilassarsi, godersi per un attimo il momento, prima di pensare al prossimo appuntamento, quello in cui cercherà di togliere altri punti importanti alla Mercedes.

Nel frattempo, le prime pagine di tutti i giornali sportivi si tingono di rosso, un colore che torna a splendere anche per l’impegno di Maurizio Arrivabene.