Che il circus iridato fosse allo sbando, il mondo se n’era accorto da tempo: gare noiose, monoposto poco competitive, cicli interminabili di predominio di un solo team e innovazioni tecniche poco fruttuose.

Una cosa sola non è mai mancata a chi organizza questo spettacolo sempre più decadente: il guadagno. In nome del dio denaro si corre ad orari improponibili, con piste che si allagano mettendo a repentaglio la vita dei piloti, si sperimentano location nuove e vengono messe nel dimenticatoio quelle piste che hanno fatto la storia di questo sport.

Così, quest’anno, sparisce per la prima volta dopo 55 primavere, anche il gran premio di formula 1 di Germania. La notizia arriva dopo le polemiche sui presunti aiutini concessi dalla Fia alla Mercedes, e in seguito al misterioso incidente di Alonso, e rappresenta un’ulteriore tegola su un mondiale davvero misero, dove l’unica notizia positiva arriva da una ritrovata verve della Ferrari.

Ma torniamo alla questione tedesca, martedì scorso dal circuito di Hockenheim hanno fatto sapere di non poter essere la location idonea ad ospitare la gara fissata in calendario per il 19 luglio. Il motivo? Soldi, soldi  e ancora soldi: in pratica, l’impianto non sarebbe in grado di sostenere la spesa richiesta.

Ma non è tutto, anche il tracciato del Nurburgring ha issato bandiera bianca e le motivazioni sono tutte nelle parole del portavoce della pista Pietro Nuvoloni. “Per motivi temporali, organizzativi ed economici, la finestra per organizzare il gp si è chiusa”.

Quindi, quest’anno si interrompe una tradizione importante, proprio in casa della Mercedes che in un momento di superiorità tecnica avrebbe corso volentieri davanti al proprio pubblico.

Sono lontani quei tempi in cui il vecchio Nurburgring, con la sua sequela di curve impressionante, dava spettacolo, teneva col fiato sospeso pubblico e piloti e incoronava delle vere e proprie leggende dell’automobilismo sportivo.