Ci risiamo, la Formula 1 continua a compiere opere di autolesionismo, e così, è ufficiale la notizia che nel prossimo gran premio, quello del Barhain, non cambierà la formula, discussa e aspramente criticata, delle qualifiche ad eliminazione.

Dopo lo spettacolo pietoso andato in scena nelle qualifiche del gran premio d’Australia, in molti avevano parlato di un dietro front, di un ritorno alle origini, con delle qualifiche divise in tre sezioni, ma senza eliminazione ogni 90 secondi.

Tutto lasciava presupporre che dalla seconda gara del 2016 lo shoot-out sarebbe stato eliminato, ma invece, colpo di scena, è rimasto, e così nulla cambia nonostante le polemiche. Non è stata nemmeno presa in considerazione la soluzione ibrida, con qualifiche tradizionali nel Q3, per evitare che i piloti rimanessero nel box a preservare un treno di gomme, e così anche in Barhain l’attesa per la pole position all’ultimo secondo potrebbe essere vana.

I 26 membri dello Strategy Group hanno deciso così, e questo porta a riflettere sulle parole della lettera scritta dai piloti che vorrebbero un cambiamento ai vertici della Formula 1. Dopo il Barhain si tornerà a parlare di eventuali dietro-front, ma per adesso bisogna dare una seconda chance a questa formula di qualifiche che è già stata bocciata da tutti.

Un paradosso che getta sempre più ombre su una Formula 1 dove lo spettacolo latita per via di un regolamento che rende impossibile per i progettisti esprimersi come un tempo, quando si scrissero pagine memorabili di questo sport.

Insomma, si è persa l’ennesima occasione per cambiare rotta, per cercare, quantomeno, di rimediare ad un danno d’immagine che ha fatto il giro del mondo. E così, non resta che sperare che la Ferrari possa andare meglio anche con le mescole più dure in Barhain, per vedere, finalmente, una monoposto vincente che non sia la Mercedes, tanto per variare una ricetta che va in scena inesorabile in quasi ogni weekend da due anni a questa parte.