L’ha fatta grossa Fernando Alonso, con quelle affermazioni via radio dove ha apostrofato in maniera colorita la power unit Honda: in un’occasione l’ha definita imbarazzante, per poi paragonarla ad un propulsore da GP2, categoria propedeutica alla Formula 1.

Così, Ron Dennis, a capo della McLaren non ha digerito l’accaduto, che ha l’aggravante di essersi verificato a Suzuka, casa della Honda, davanti ai vertici della Casa giapponese. Oltre tutto, Alonso è un professionista, ed è pagato profumatamente, ma a quanto pare questo non sembra frenare il suo istinto che già si è palesato quando correva in Ferrari, dove ha offeso senza remore gli uomini del muretto box durante una gara.

Poco distensive le dichiarazioni del boss della McLaren dopo il gran premio giapponese, il quale ha spiegato di aver capito il comportamento del suo pilota, ma non ha escluso di dover tornare con lui sull’argomento.  “Fernando non è stato molto costruttivo. Abbiamo qui i vertici Honda e sono tutti impegnati a rendere vincente la nostra sfida. Lui è un pilota che vive di adrenalina e passione per le corse: può capitare che ci sia un po’ di frustrazione e quindi non sarei troppo arrabbiato per quello che ha detto. Non lo scuso, ma non si possono biasimare i piloti per la loro frustrazione. E, comunque, ne riparleremo a porte chiuse”.

Parole che hanno indotto il pilota di Oviedo a pubblicare 3 tweet nei quali ha spiegato la sua posizione ed ha fatto dietro front rispetto a quanto dichiarato in corsa. Insomma, Alonso ha cercato di mettere una pezza sull’accaduto, ma, a quanto pare, il suo team non è intenzionato minimamente a passarci sopra. Chiaramente, nei momenti cruciali di una corsa è comprensibile che lo stato d’animo di un driver penalizzato da un motore carente di cavalli non sia dei migliori, ma cercare di riparare affidandosi ai social network non può certo cancellare quanto detto a caldo.