Fernando Alonso è alle prese con l’ennesima stagione fallimentare, e il passaggio alla McLaren per poco poteva costargli molto caro, dopo l’incidente durante i test. Nonostante il momento difficile però, il campione d’Oviedo, corso a gambe levate dalla Ferrari per ripercorrere le orme di Senna in McLaren, e puntualmente finito nelle retrovie vedendo il traguardo in rare occasioni, trova il tempo per criticare la sua ex squadra.

“Resto più che mai contento della mia scelta di passare in McLaren – ha spiegato a Sky Sport inglese – l’anno scorso ero a mezzo minuto, un minuto dalla Mercedes, in Spagna la Ferrari ha preso 43 secondi. Non è cambiato assolutamente nulla. Non è cambiato niente per 5 anni e non volevo che la cosa si ripetesse per il sesto o per il settimo anno”.

Parole al vetriolo, contro quel team con cui ha rischiato di vincere il mondiale per 2 volte, sconfitto in entrambe le situazioni, da colui che adesso ha preso il posto sul sedile della Ferrari, ovvero Sebastian Vettel. Ma le esternazioni del ex ferrarista hanno riguardato anche la McLaren, così, sul quotidiano spagnolo AS, Alonso ha spiegato che non rimpiange la scelta di accasarsi nel team di Woking, anche se domenica, in seguito al ritiro nella gara di casa è apparso decisamente giù di morale, ammettendo chiaramente la superiorità degli avversari.

“La McLaren è stata la mia prima scelta. È vero, ho parlato con altri team, ma ho scelto la McLaren perchè è stata la mia macchina tanti anni fa e quando avevo 7 o 8 anni ho visto Senna e Prost vincere con quella monoposto. Vedendo loro e quella macchina ho avuto l’ispirazione di diventare un pilota di Formula 1. E questo credo sia il modo migliore per chiudere un capitolo della mia vita. Io voglio vincere, farlo con questa macchina sarebbe un sogno. Penso che sarebbe sbagliato essere tristi o infelici. Io sono un pilota di F1, ho vinto due Mondiali, sono il pilota con il maggior numero di punti nella storia. Inoltre, ho la miglior famiglia nel mondo, la migliore compagna al mio fianco. Questo è solo un periodo di transizione. Vincere trofei è solo una questione di ego, niente di più”.

Dunque, è andato via dalla Ferrari perché non vinceva ma adesso non definisce importanti le vittorie, una sorta di paradosso sportivo che svela il nuovo animo decubertiano del pilota spagnolo. Una sorta di facciata poco competitiva, subito smentita da dichiarazioni successive: “quello di adesso, penso sia il livello più alto della mia carriera. Il 2012 è stato il mio anno migliore e anche il 2014 penso sia stata la mia seconda migliore stagione. Lo scorso febbraio sono stato nominato il miglior pilota negli ultimi dieci anni, un bel riconoscimento, più che avere uno o due trofei in più in bacheca”.

Insomma, un Alonso confuso, smarrito, che vorrebbe avere la macchina per tornare a vincere ma deve accontentarsi di un mezzo decisamente non all’altezza delle sue doti di guida, di un’auto che ha bisogno di tanto lavoro per diventare una monoposto in grado di avvicinarsi alla zona podio e poter puntare alla vittoria. Come spiega senza troppi giri di parole: “io sono in McLaren-Honda, per cercare di battere soprattutto le Mercedes e mi auguro che questa sia la strada da percorrere. Per raggiungere questo obiettivo è necessario un grande lavoro perchè hanno un grande vantaggio e speriamo di ridurre il gap nel più breve tempo possibile”.

Intanto, quella Ferrari, che adesso critica con tanta acredine, è puntualmente sul podio, ha già vinto una gara, ed ha trovato un’armonia interna sconosciuta nelle recenti stagioni.