La Formula 1 ha un argomento sempre piuttosto caldo su cui discutere, quello relativo ai motori. Ebbene, i propulsori della massima formula costano molto e incidono tantissimo sul bilancio dei team, quindi, dal prossimo anno si ragionerà in ottica di una riduzione dei costi.

Così, i team hanno raggiunto un accordo di massima, che dovrà ricevere l’ufficialità dalla FIA, in merito alle cosiddette power unit. Quindi, il costo di questi cuori tecnologici verrà ridotto di 1 milione di euro già a partire dal 2017.

Poi, successivamente, dal 2018 fino ad arrivare al 2020, il prezzo dei motori scenderà di altri 3 milioni di euro, intanto dal prossimo anno il prezzo di una power unit sarà di 12 milioni di euro. Altri cambiamenti riguardano il livellamento delle prestazioni.

Adesso, c’è troppa disparità tra le squadre di vertice come la Mercedes e la Ferrari e le altre, ma in futuro il distacco potrebbe ridursi anche grazie ad una limitazione della pressione del turbo. Ma non è tutto, dal 2018 ogni pilota potrà contare solamente su 3 power unit, e questo la dice lunga sull’affidabilità che si vuole raggiungere.

Vedremo come evolverà la questione dopo che la FIA avrà dato il suo assenso alle regole, intanto si spera che, in futuro, un team competitivo come la Red Bull non possa rimanere indietro a causa di un motore meno valido di quello della concorrenza.

Certo, vedendo le rotture che sta avendo una squadra come la Ferrari in questo 2016 così controverso, l’obiettivo delle 3 power unit per il 2018 rimane decisamente ambizioso e potrebbe portare diverse squadre ad incorrere in pesanti penalizzazioni a campionato in corso.

Vedremo cosa succederà in futuro, nel frattempo domenica si corre il quarto gran premio di Formula 1 della stagione e Rosberg rischia di andare in fuga già da questo punto del campionato.