In occasione della Milano Design Week, Ford ha lanciato la S-MAX Vignale Concept (QUI FOTO E CARATTERISTICHE) rivelando nuovi dettagli sulle forme in cui sarà declinata la strategia Vignale (QUI I DETTAGLI). Da questo tema è partita la nostra chiacchierata con Gaetano Thorel, vice presidente marketing di Ford Europe (foto by Mattia Speroni).

Che significato ha per Ford aver realizzato questo evento in occasione del Salone del Mobile?
Stiamo da anni cercando di uscire dai canoni automobilistici. Quando inizi a uscire dai Saloni dell’Auto e incominci a guardarti intorno, pensi a dove possono essere i consumatori: mi riferisco all’AIFA di Berlino, al CES di Las Vegas, al Mobile World Congress di Barcellona. Anche l’anno scorso eravamo presenti al Salone del Mobile ma in maniera più limitata con solo elementi di design ispirati a Ford. Al Salone di Francoforte abbiamo presentato la prima vettura della linea Vignale poi abbiamo deciso di presentare la seconda durante il Fuorisalone piuttosto che al Salone di Ginevra

Come mai?
“Perchè Vignale è molto più di un prodotto, è un punto di vista Ford nel disegnare una premium experience e quindi ci sembrava corretto cominciare a raccontare cos’è l’esperienza Vignale legata a un prodotto in un contesto come questo. E’ un prodotto esclusivo fatto da elementi unici Vignale ma che non sono necessariamente talmente diversi ma da rendere la macchina irriconoscibile. Stiamo lavorando nella costruzione dell’esperienza. Ce ne saranno altre di vetture Vignale su base dei modelli Ford e avranno tutte in comune gli elementi che fanno di Vignale un brand diverso. Prodotto da un lato ed esperienza del consumatore dall’altro”. 

Ha accennato ad altre auto dalla linea Vignale. Quali potranno essere?
Lo scopriremo strada facendo ma lo si può già evincere. Basta guardare dove c’è uno spazio in una fascia di fatturato medio-alta e dove Ford non partecipa. I segmenti più trendy in questo momento sono i SUV e chiaro che lì probabilmente andremo a proporre qualcosa perchè fa senso ma ci saranno sicuramente. Ci saranno altre espressione di Vignale, che è l’espressione di Ford nel luxury così come ST è l’espressione di Ford nello Sport.

A quali caratteristiche dovrà corrispondere l’utente medio che potrà essere conquistato dalla filosofia Vignale?
Stiamo puntando al consumatore che ha sempre comprato un marchio premium e non ha mai avuto un’alternativa. Ora sicuramente Vignale può esserlo perchè lega prodotto esclusivo ad esperienza esclusiva che noi possiamo controllare perchè la vendita sarà fatta attraverso 500 Ford Store che ospiteranno 500 Vignale Lounge e che avranno 500 Relationship Manager opportunamente formati. La vera scommessa è l’abilità di controllare e deliberare l’eperienza Vignale che in un’operazione di scala su 2500 concessionari sarebbe impossibile. Facendola, invece, su 500 Ford Store localizzati nella città più importanti d’Europa, dove passano l’85% dei volumi saremo, in grado di controllare l’esperienza. I Ford Store in Italia saranno circa 35 e li potrò chiamare tutti i giorni e avere un rapporto diretto con loro. Qualità, attenzione al cliente e tempo sono i famosi tre pilastri, l’attenzione al cliente e il tempo sono i due elementi fondamentali dell’esperienza che sono molto connessi.

Ci saranno altri eventi itineranti per far conoscere la nuova strategia?
Sicuramente. La Mondeo debutterà a maggio del 2015 e abbiamo ancora un anno per costruire al meglio questo percorso del brand Vignale. Al Salone di Parigi ci sarà una terza puntata, dove faremo vedere non il concept ma l’automobile che si venderà e lì cominceremo a parlare del concierge. Se il Relationship Manager è il punto di contatto con l’azienda Ford, il concierge in qualche modo fornirà ai clienti Vignale servizi e sorprese, ovviamente diverse a seconda del mercato. Potrà – ad esempio – fornire accesso nelle Lounge degli aeroporti principali, il servizio car valet oppure acquistare i biglietti per uno spettacolo. Non regalandoli perchè non è un discorso di soldi ma di tempo. E’ una questione mentale e il tempo vale molto di più dei soldi“.

Una delle grandi novità è il ritorno in Europa di Mustang. Qual è l’elemento in comune con Vignale? 
“Entrambe le operazioni hanno l’obiettivo di dare una percezione del marchio Ford diversa rispetto al passato che non vuol dire rinnegare il passato ma dimostrare che Ford è ben di più di Fiesta e Focus. L’operazione Mustang, rispetto a Vignale, ha obiettivi e target diversi. Penso che i Ford Store accoglieranno anche le Mustang”.

In Ford lavorano molti professionisti italiani. Penso a lei o a Elena Cortesi che ha ricevuto una recente promozione e lavorerà a Detroit. Che messaggio viene dato all’Italia in un momento delicato come quello attuale?
“La realtà è che il nostro Paese vive questa grande contrasto in termini dove hai tante individualità ed eccellenze, , non parlo solo di Ford ma in generale. Persone che danno il loro grande contribuito in grandi aziende fuori dal territorio italiano e sono apprezzate per questo. Vivendo all’estero posso dire che c’è una grandissima stima degli italiani ma purtroppo una grande disistima del sistema Italia. Un contrasto pazzesco ed è incredibile come avvenga esattamente il contrario – per esempio – in paesi come la Germania dove c’è una grandissima fama come sistema Paese ma poi le eccellenze sono rare. Penso che tutti gli italiani che vivono all’estero portano i nostri valori, la passione, la creatività, l’idea di guardare oltre e questi valori applicati un sistema organizzato come un’azienda danno un grande valore aggiunto e vengono molto apprezzati. La cosa triste è che il sistema Paese dovrebbe prendere queste persone e metterle a capo delle aziende dello Stato ma sono loro stessi a dire ‘No grazie’ perchè sanno che non saranno in grado di incidere. Quando verranno sradicate determinate burocrazie allora sono convinto che queste eccellenze arriveranno. In ogni caso fa piacere vedere nelle aziende tante persone italiane a dare e mantenere punto di vista creativo e latino nelle varie decisioni. Ford è un’azienda in cui la nazionalità conta poco. Conta la persona, e se una persona è capace ha spazio. Non ci sono limiti da questo punto di vista”.

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