Un investimento da un milione e mezzo di euro per far guidare meglio i nostri ragazzi. E’ l’impegno preso dalla Ford col progetto “Driving Skills for Life“. Presentato ieri in contemporanea in Italia, Francia, Germania, Inghilterra e Spagna, si tratta di un programma di corsi gratuiti dedicati alla sicurezza stradale, destinati a 5.000 giovani neopatentati in queste cinque nazioni. Questo progetto è stato sviluppato dalla Ford negli Stati Uniti, dove è attivo da dieci anni, per poi estendersi in diverse nazioni nel mondo. Questi corsi partiranno il prossimo autunno. I giovani interessati a partecipare possono seguirne gli aggiornamenti e iscriversi al sito www.drivingskillsforlife.it.

Nell’organizzare tale programma la Ford ha stretto collaborazioni con i principali organismi europei. In Italia è l’Aci, nella cui sede di Roma si è tenuta ieri la conferenza stampa. Il presidente di Ford Italia, Domenico Chianese, ha illustrato il progetto: “Il programma ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza non solo per sè, ma anche per gli altri. Noi vogliamo arrivare a dimezzare entro dieci anni il numero d’incidenti in Europa. Il corso pone l’attenzione in quattro aree specifiche: gestione di velocità e spazio; eliminazione distrazioni; interpretazione situazioni di pericolo; gestione situazioni d’emergenza. Comprende lezioni dal vivo con istruttori professionisti, oltre a corsi ed esercitazioni on line“.

Chianese ha aggiunto: “Da un nostro studio in Italia emerge che, su 620 guidatori con figli tra 18 e 24 anni, la preoccupazione principale è per il 45% che il figlio possa bere, fumare o avvicinarsi a droghe; per il 36% che possa essere coinvolto in un incidente stradale. La principale causa d’incidenti in questa fascia d’età è la velocità eccessiva (64%), seguita dall’ebbrezza o alterazione (57%), dalla guida distratta (41%) e dalla guida con scarsa esperienza (29%)“.

Il grave problema della mortalità stradale tra i giovani è stato evidenziato in modo ancora più pressante dal direttore generale del Movimento italiano genitori, Antonio Affinita: “Per le nostre strade c’è un terremoto continuo: 3 morti under 30 ogni giorno e 12 invalidi permanenti. Questi sono drammi da non sottovalutare, ma vediamo che l’attenzione delle istituzioni è bassa. Si fa poco, se ne parla poco. Ad esempio lo stato di manutenzione delle strade italiane, piene di buche e scarsamente illuminate. Non può essere tutto affidato alle famiglie. Non si può dire che non ci sono risorse. Le prime risorse devono essere destinate a questi problemi. Oppure stiamo aspettando altri morti? I costruttori stanno compiendo sforzi enormi nei sistemi di sicurezza a bordo. Ma se non ci sono risorse per manutenzione strade e controlli della polizia, non basta. E’ meglio veder tornare un figlio senza patente, che una patente senza il figlio“.

Sulla necessità di controlli più capillari è intervenuto Giordano Biserni, presidente dell’Associazione sostenitori amici Polizia stradale:In 30 anni di servizio nella polizia stradale, tante volte ho dovuto dire a dei genitori che avevano appena perso il loro figlio in un incidente, soprattutto nel periodo delle stragi del sabato sera. Dal 1950 in Italia sono morte 500.000 persone in incidenti stradali. E’ una guerra mondiale persa a nostra insaputa. Negli anni è cambiata anche la natura dei controlli. Oggi si fa troppo affidamento sull’elettronica e sono diminuiti i rapporti umani. Gli autovelox sono utili, ma servono soprattutto pattuglie che verifichino cinture, ebbrezza e distrazioni“.

Qui sotto un video con le impressioni di alcuni dei ragazzi che hanno partecipato ad un’anteprima di questi corsi, tenuta recentemente a Colonia.