Fino a qualche anno fa sembrava impossibile che un motore da appena un litro di cilindrata potesse sviluppare una potenza di oltre 100 cavalli. Ma la Ford ha completamente rivoluzionato il concetto di motore compatto, introducendo il rivoluzionario 1.0 EcoBoost tre cilindri, disponibile sia in variante aspirata che turbo. Già la versione aspirata si conferma un’ottima soluzione per le vetture di piccole dimensioni adatte alla città, forte dei suoi 80 cavalli (59 kW) di potenza e 105 Nm di coppia. Il più interessante e innovativo, però, è il 999 cc turbo, proposto nelle varianti da 100 e 125 cavalli. Questa unità, nonostante la cilindrata ridottissima, può fare le veci di un vecchio 1.6 o 1.8 aspirato, senza alcun tipo di penalizzazione in termini di prestazioni. Basti pensare che nel prossimo futuro li troveremo sotto al cofano di auto come la Ford Mondeo, tutt’altro che compatte.

Ma come è stato possibile un risultato così interessante? I tecnici americani si sono concentrati non solo sul concetto di downsizing vero e proprio, ovvero riducendo la cubatura del motore, ma si sono spinti oltre. Hanno pensato a ogni possibile fonte di perdita dell’efficienza e sono intervenuti per ottimizzare al massimo il rendimento del propulsore. Tanto per cominciare l’unità può contare su di un nuovo sistema di raffreddamento che bypassa il blocco motore, con un raffreddamento ottimizzato, ma anche meno attrito nelle parti mobili dello stesso, meno consumi e meno emissioni. Sempre per ridurre gli attriti, e quindi le perdite inutili di potenza, la cinghia di distribuzione non lavora a secco, ma a bagno d’olio, particolarità che permette anche di ridurre la rumorosità.

Il sistema di doppia fasatura variabile, con il meccanismo contenuto nelle pulegge, permette di ottenere la giusta quantità di carburante in camera di combustione a qualsiasi regime di rotazione, rendendo più pronto il motore specialmente nelle condizioni di acceleratore parzializzato o quando si viaggia a tavoletta. Il cosiddetto “Scavenging System” permette una rapidissima espulsione dei gas di scarico dai cilindri, con il simultaneo abbassamento sia delle valvole di aspirazione che di quelle di scarico. Questa rapida espulsione dei gas andrà a stimolare il funzionamento del turbocompressore. Il sistema di iniezione diretta di seconda generazione era quasi immancabile su di un motore del genere: posizionato centralmente, il sistema permette di avere una miscela di aria e carburante più densa e ottimizzata a seconda delle esigenze di guida, ma anche disponibile a una temperatura più bassa, ed è in grado di fare più iniezioni per ogni ciclo. Tutto questo si traduce in una combustione più efficiente, maggiori prestazioni e riduzione di consumi ed emissioni.

Gli ingegneri della Ford hanno anche studiato un nuovo collettore di scarico posto sulla testata, che abbassa la temperatura dei gas di scarico e al tempo stesso consente un perfetto rapporto aria carburante anche ad alta velocità. L’elevata potenza del motore è soprattutto merito del turbocompressore di piccole dimensioni, dalla bassa inerzia, capace di avere regimi di rotazione di 289.000 giri al minuto. Un bel contributo per l’abbattimento dei consumi, infine, è dovuto al blocco motore in ghisa, che è in grado di raggiungere la temperatura ottimale di esercizio prima di quello in alluminio.

Prestazioni, consumi ridotti e basse emissioni per il tre cilindri EcoBoost di Ford. Talmente rivoluzionario da vincere per tre anni di seguito il premio come Motore dell’Anno.

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