Flavio Briatore non ha dubbi. Renault deve restare in Formula 1 con un budget adeguato per sviluppare i propri propulsori. Ma le regole devono cambiare perchè la gente vuole vedere i piloti lottare. L’ex team principal anche della scuderia francese nel circus parla senza troppi peli sulla lingua e critica nuovamente i propulsori ibridi, adottati a partire dallo scorso anno in F1. Esattamente come il suo amico e boss del circus, Bernie Ecclestone.

Insomma il ruolo predominante assunto in F1 dagli ingegneri sta diventando troppo ingombrante secondo Briatore, e la competizione da cui prendere esempio è la MotoGP: “La gente vuole i piloti in lotta - ha detto in un’intervista a Sky -. Il motociclismo, quello è sport, quando si vedono Valentino Rossi, Marc Marquez…in F1 si sentono i messaggi radio come ‘Stai attento perché stai usando tanta benzina’: si chiama campionato di F1 per piloti, non è un campionato di ingegneria di F1″.

Briatore ha detto la sua sul momento attuale del campionato: “Il mondo sta cambiando e ci sono questi nuovi motori. Nuovi motori, nuovi problemi. I motori creano questa situazione, completamente destabilizzante per la F1 in questo momento. Spero che la Renault, se tornerà in F1 come team, abbia le finanze per sostenere il programma motore perchè più investi in tecnologia, più togli efficacia al pilota”.

Briatore sa però che la casa francese è attesa da diverse difficoltà: “Non sarà facile per la Renault essere competitiva nel breve periodo. Mi piacerebbe che rimanesse, è un bene per la F1. Renault è un grande marchio, abbiamo vinto il campionato con loro, è un marchio eccellente. Ma io credo che le regole sui motori debbano cambiare in F1, così sarà più facile per tutti partecipare”.

Il manager non manca poi di sottolineare la cattiva pubblicità nei confronti del motorista francese dopo che con Red Bull ha calato il poker dal 2010 al 2013: “In F1 la gente si dimentica molto rapidamente ciò che è accaduto. La Red Bull ha vinto diversi campionato con la Renault. Ora la competitività non c’è ed è tutta colpa del motore. Così Renault ha avuto una cattiva esposizione sui media. Con simili risultati, non è sano continuare ad essere il fornitore dei motori”.