Valentino Rossi è molto eccentrico, lo sappiamo tutti. Ha sempre delle uscite originali in pubblico ma qualche volta esagera nelle dimostrazioni di fiducia/sfiducia nei confronti della squadra. Stavolta, però, quello che ha detto sulla Desmosedici trova d’accordo anche alcuni tecnici come Flamigni. Matteo Flamigni è l’ingegnere in pista di Valentino Rossi ed accompagna il Dottore nelle sue scorribande iridate da quando il campione italiano vestiva la casacca della Yamaha e anche oltre.

E’ proprio Flamigni a commentare da bordo pista le performance di Rossi a Jerez: c’è il pilota e c’è la moto. Il modello sviluppato è stato perfezionato al punto da essere competitivo con le avversarie e pronto a portare Rossi in cima alla classifica iridata.

La Gp12, spiega Flamigni, è del tutto nuova rispetto al modello dell’anno scorso. I tecnici hanno lavorato sul feeling con l’anteriore ed ora s’impegneranno anche a colmare le lacune sull’accelerazione in uscita dalle curve.

Qualcuno accusa Flamigni di aver giapponesizzato la Ducati per via del telaio in alluminio usato già da Honda e Yamaha. L’ingegnere spiega che è stato soltanto fatto tesoro del buon esempio altrui ma poi tutte la parti fondamentali della moto restano ancorate alla tradizione industriale di Borgo Panigale.

Prossimo appuntamento: i test di Bologna.