Parliamoci chiaro: in Italia dei veri talenti che facciano rammaricare i nostro connazionali per la liquidazione di Trulli, non ci sono. Il nostro paese è presente nella Formula 1 ma non con dei bravi piloti. Qualcosa si muove ma è tutto il sistema che sembra arrancare. La parola a Cesare Fiorio. Cesare Fiorio è uno dei veterani della Formula 1, un direttore tecnico che ha lavorato per molte scuderie nella classe regina e nelle classi minori cercando di incoraggiare i team a far crescere correndo i piloti italiani.

Per questo è una voce autorevole chiamata a pronunciarsi da Autosprint sull’assenza di italiani dal Circus dopo che Trulli è stato lasciato a piedi dalla Caterham. Fiorio è amareggiato per questo “licenziamento”, tanto più per il fatto che fu lui a lanciare Trulli nel 1997.

L’origine di questa situazione però non è nella decisione della Catheram ma è da rintracciare soprattutto nell’esterofilia dei costruttori secondo Fiorio. Dopo aver lavorato alla Prost, alla Minardi, alla Ferrari, si sente di dire che non ci sono sponsor italiani che sganciano fior di euro e chiedono in cambio che la loro monoposto sia guidata da un connazionale.

Una pratica simile è molto frequente negli altri paesi dove anche i cittadini comuni si appassionano alle gare, riempiono gli spalti dei circuiti. Il pubblico tricolore, invece, sembra disaffezionato e anche questo ha contribuito a generare la situazione attuale.

La soluzione potrebbe essere nel far correre piloti validi piuttosto che piloti paganti.