Il mondo delle corse, dalla Formula 1 alle categorie minori, è sempre un grande richiamo per il cinema, ma non è semplice cimentarsi in una pellicola con uno sport motoristico così complesso e carico di sfumature, per cui ci sono stati, negli anni, autentici capolavori e film finiti nel dimenticatoio.

Tra le ultime novità, sul grande schermo in questi giorni, c’è Veloce come il vento, con uno Stefano Accorsi calato in un personaggio controverso, un ex pilota con problemi di tossicodipendenza, che ritorna nel vecchio ambiente, quello delle gare, per andare in soccorso della sorella.

Non sveliamo altri particolari, ma la pellicola girata sotto la guida del giovane regista Matteo Rovere e interpretata anche dalla sorprendente Matilde De Angelis, appare riuscito e si inserisce bene in una tradizione che vede lavori hollywoodiani come Rush, o giorni di Tuono.

Quindi, un film italiano, con una storia reale, che non sfigura davanti ai colossi d’oltre oceano, e che potrebbe tranquillamente essere inserito, in una lista di film per gli appassionati del genere, a fianco di titoli come Grand Prinx e La 24 Ore di Le Mans.

Certo, si tratta di una pellicola differente, dove vengono messe in evidenza anche le difficoltà insite in una categoria con vetture a ruote coperte, come quella rappresentata dalle GT del campionato italiano, ma la passione, il furore agonistico, ed il sacro fuoco che spinge a correre è comune ai film che trattano di categorie di riferimento come la Formula 1 o di corse leggendarie quali la 24 Ore di Le Mans.

Anche Stallone tentò di sbancare il botteghino con Driven, nel 2001, ma difficilmente questi film riescono a conquistare pubblico e critica; sarà per le difficoltà di rappresentare un mondo difficile da descrivere e da restituire nella sua complessità a chi non fa parte.

Comunque, adesso una nuova storia è arrivata al cinema, è tutta italiana, e, a quanto pare, sta ricevendo gli apprezzamenti che merita.