Fiat Chrysler Automobiles sbarca a Wall Street, dopo ben 111 anni il marchio torinese lascia la borsa di Milano, Piazza Affari, per la più prestigiosa e ricca america, entrando nel listone delle aziende quotate a Wall Street. Il settimo produttore mondiale di auto e il titolo Fiat hanno fatto la storia dell’automobilismo e non solo e adesso il grande passo si può considerare fatto, portare il nome di Fiat, pardon FCA, nel mondo.

Lo scorso anno il gruppo Fiat, inclusa Chrysler, ha venduto 4,4 milioni di vetture. L‘obiettivo dell’amministratore delegato del marchio, Sergio Marchionne, è di arrivare fino a 7 milioni di vetture vendute entro il 2018, ultimo anno disponibile per l’FCA targata Marchionne di raggiungere questo traguardo poiché, ha annunciato qualche tempo fa l’a.d., lascerà l’incarico per dedicarsi a cose diverse da quelle in ambito automobilistico. Anche John Elkann è molto fiducioso, infatti il presidente di FCA non ha escluso che la sua azienda possa fondersi con un altro grande marchio per tentare la scalata ai gruppi più importanti a livello internazionale. Addio Italia, non solo Fiat lascia la borsa nostrana ma, come ovvio, anche la sede, trasferendosi da Torino, sede storica che durava da 115 anni, per andare in Olanda.

Soffermiamoci un attimo sull’escalation di eventi che ha portato Fiat ad approdare negli Stati Uniti d’America lasciando l’Italia e la sua “capitale” automobilistica, Torino.
Durante l’anno 2009 il marchio italiano inizia ad annunciare l’accordo preliminare e non vincolante con Chrysler per rilevare il 35% della casa di Auburn Hills, successivamente nel corso del mese di aprile partono i lavori per chiudere definitivamente la trattative per il marchio americano. Marchionne definisce questa acquisizione “un momento storico per l’industria italiana”. Lo stesso a.d. di Fiat diventa CEO di Chrysler, Robert Kidder diventa Presidente e Fiat detiene ufficialmente il 20% di Auburn Hills. In 24 luglio anche la Commissione Ue autorizza l’accordo. Durante gli ultimi mesi dell’anno 2009 viene annunciato da parte di Fiat lo spostamento in Usa per la produzione di motori a partire dal quarto trimestre 2010. Nel primo trimestre la società Auburn Hills registra un utile di circa 140 milioni di dollari e un cash flow positivo per quasi 1,5 miliardi e inoltre viene lanciata sul mercato la nuova auto dell’era Fiat “americana”, la nuova Jeep Grand Cherokee. Da Gennaio ad Aprile 2011, Fiat acquisisce dal 20% fino al 46% della società Chrysler ed inoltre vengono rimborsati i debiti e Marchionne dichiara: “In meno di due anni abbiamo mantenuto la promessa di ripagare completamente i contribuenti statunitensi e canadesi”, dichiara Marchionne”.
Nel gennaio dell’anno in corso Fiat acquista dal fondo pensione americano il residuo 41,5% della casa di Detroit. L’operazione è di 3,6 miliardi di dollari, l’1,75 dei quali viene pagato subito mentre i restanti 1,9 miliardi arrivano da un dividendo straordinario che Chrysler paga a Fiat e Veba. A Maggio di quest’anno Marchionne presenta il piano per il 2018 e successivamente, ad aprile, viene ufficializzato il nome di Fiat Chrysler Automobiles. Le azioni balzano del 3% in area 7,7 euro. Alla fine del mese di Settembre il nuovo gruppo lancia sul mercato italiano il nuovo ‘mini Suv’, la Jeep Renegade, primo prodotto del marchio fabbricato fuori dagli Stati Uniti, prodotto nello stabilimento di Melfi.
Dopo 111 anni, venerdì 11 ottobre è stato l’ultimo giorno di contrattazioni di Fiat a Milano. Il 12 ottobre, invece, ha effetto la fusione e il 13 ottobre Fca debutta a Wall Street, nel Columbus Day (giorno che celebra la scoperta dell’America). Il 29 ottobre si terra il primo consiglio di amministrazione della nuova società a Londra.

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